Baobab, chiude il centro per migranti a Roma. I volontari: “Resteremo qui fuori con un camper”

Baobab Roma

Non trattengono le lacrime i volontari del Baobab quando gli ultimi ragazzi salgono sul pulmino della sala operativa sociale del Comune di Roma che li porta via di qui, da via Cupa, dove sono stati accolti, sfamati, riscaldati e ospitati, verso una nuova destinazione: la struttura della Croce Rossa a Santa Maria del Soccorso, quella delle suore di Madre Teresa di Calcutta sulla Tuscolana o altre ancora in giro per la città.

Stamattina gli operatori del Campidoglio si sono presentati intorno alle 9 in questo spicchio di capitale alle spalle della Tiburtina per ricollocare altri 25 migranti. Una decina, appena hanno visto le auto e il bus del Comune sono fuggiti, scappando per la paura, e ora vagano senza un tetto. Sono eritrei transitanti, tutti già censiti e identificati, per loro era stata trovata una nuova collocazione. Non vorrebbero fermarsi, vorebbero ripartire da Roma e andare verso Nord, l’Europa.

Altri due ragazzi non vogliono lasciare il centro che in questi mesi, in maniera autonoma, senza fondi e con la sola solidarietà dei cittadini, ha accolto più di 30mila migranti e così si sono chiusi nelle loro stanze. Uno è un ingegnere, laureato in Congo, era arrivato qui, qualche mese fa, con in tasca il suo permesso di soggiorno, per cercare un lavoro e ha trovato rifugio in via Cupa. Non sanno dove li porteranno, non si fidano, nonostante le rassicurazioni degli operatori sociali del Campidoglio. Poi alle due il Baobab si è svuotato del tutto e anche Kabanda, l’ultimo migrante rimasto nel centro, è andato via.

I volontari hanno portato fuori scatole e materiali accumulati in questi mesi. E gli stranieri già spostati in altre strutture sono tornati per un ultimo saluto. Un abbandono lento perché, aveva promesso gli attivisti, “fin quando non arriverà un impegno scritto da parte del Campidoglio sugli accordi presi venerdì notte durante la lunga trattativa, non ce ne andremo”. Quello che gli “Amici del Baobab” hanno chiesto è la certezza di una ricollocazione dignitosa in altre strutture per tutti i migranti e l’individuazione di uno spazio vicino alle stazioni Termini o Tiburtina entro il 15 dicembre, quando è previsto un nuovo incontro con il Campidoglio che seguirà anche il deputato Stefano Fassina, tornato pure stamattina per monitorare da vicino le operazioni di “sgombero”. Servirebbe – chiedono gli attivisti – pure un deposito dove raccogliere gli abiti, le bevande e i cibi a lunga scadenza e tutti gli oggetti raccolti in questi mesi.

E nel primo pomeriggio è arrivato il comunicato del Comune: “Si sono concluse le attività per la sistemazione degli ultimi ospiti. Come già garantito dal commissario straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, tutti hanno ricevuto la necessaria assistenza grazie anche all’impiego del personale del Dipartimento Sociale. Anche i materiali dei volontari presenti nel centro riceveranno una sistemazione. L’Amministrazione sta operando per individuare ulteriori soluzioni per i migranti in transito dalla città. Una delegazione di volontari sarà ricevuta nuovamente in Campidoglio il 15 dicembre”.

Così il portone di via Cupa si è chiuso per l’ultima volta, non per ragioni di sicurezza o ordine pubblico ma per restituire i locali alla proprietà, come disposto dall’autorità giudiziaria.

L’ultimo atto di generosità e di solidarietà i volontari lo chiedono però alla cittadinanza: un camper o una roulotte per mantenere fuori dalla struttura un presidio fisso a oltranza per offrire la prima assistenza ai migranti che sbarcano a Roma. E poi la donazione di una stampante per gli atti e i documenti utili agli stranieri. Il Baobab chiude ma davanti al centro resta una scritta: “Il Baobab non scompare”.

La Repubblica