BANGKOK. Si infittisce il mistero sul Boeing scomparso Un messaggio del pilota con il radar già spento

Malaysia Airlines

BANGKOK «Tutto bene, buonanotte». L’ultima comunicazione del pilota del Boeing 777-200 con la torre di controllo infittisce il mistero sull’aereo della Malaysian Airlines scomparso otto giorni fa con 239 persone a bordo. Non per il saluto rilassato, ma per il fatto che la comunicazione sarebbe avvenuta una decina di minuti dopo lo spegnimento manuale del radar (il transponder e il sistema di comunicazione Acars, che a intervalli predefiniti invia dati sulla posizione dell’aereo). Le indagini sono entrate «in una nuova fase»: si scava nelle vite di piloti, passeggeri e dell’equipaggio a terra, mentre sono 25 i Paesi coinvolti nelle ricerche dell’aereo.
Tra le rivelazioni sui giornali di tutto il mondo spicca anche l’attivismo politico – ai limiti del fanatismo – del pilota, partito poco dopo aver assistito in tribunale alla condanna a cinque anni del leader dell’opposizione malese Anwar Ibrahim, di cui era un sostenitore.
Ma l’altro aspetto fondamentale è capire chi fosse ai comandi e con quali intenzioni. Particolare attenzione è stata quindi dedicata al background dei due piloti che non avevano chiesto di volare assieme. La passione per il simulatore di volo del primo pilota, Zaharie Ahmad Shah, è anch’essa sotto indagine, e la polizia malese sta analizzando l’apparecchio trovato a casa del comandante.
Nelle sette ore di volo successive alla virata a ovest (conclusione raggiunta sulla base dei deboli segnali dell’aereo captati dai satelliti), il Boeing potrebbe aver seguito due percorsi diversi: uno verso nord-ovest fino all’Asia centrale, l’altro verso sud-ovest in direzione del centro dell’Oceano Indiano. La seconda pista rimane la più battuta, e il fatto che ieri l’India abbia sospeso le ricerche conferma il sospetto che l’aereo possa aver puntato alla vastità dell’oceano fino all’esaurimento del carburante, dopo una «azione deliberata» di cambiamento di rotta. Appurato il dirottamento, rimane insomma da capire se si è trattato di un atto lucido da parte dei piloti o di un atto terroristico che li ha costretti a virare.