Ban Ki-moon: asse contro gli scafisti

Ban Ki-moon

«Ora l’Italia non è più sola». Matteo Renzi celebra così, appena sceso dalla San Giusto, il sopralluogo con il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon sul canale di Sicilia. Nelle acque dove appena una settimana fa hanno perso la vita almeno 725 migranti. Partiti in aereo da Roma, destinazione Sigonella. E poi in elicottero fino alla nave della Marina militare, Renzi, Ban Ki-moon e Federica Mogherini, Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza europea, hanno visitato la San Giusto. E qui, davanti ai radar della situation room, sono state illustrate al segretario generale delle Nazioni Unite le procedure e le tecniche per l’avvistamento e il salvataggio in mare dei migranti. «Ban Ki-moon si è sperticato in complimenti, è rimasto molto impressionato dall’alta professionalità e preparazione della missione italiana», hanno riferito al rientro Renzi e Mogherini. Il segretario generale poco dopo ha impartito la sua benedizione all’operazione di polizia internazionale contro gli scafisti, decisa dal Consiglio europeo giovedì scorso su richiesta italiana: «Come Onu siamo pronti a lavorare con voi. Dobbiamo fermare e prevenire i trafficanti criminali. Occorre affrontare il problema alla radice, perché i migranti rischiano la vita. E di certo l’Italia non può fare tutto da sola, un singolo Paese non è in grado di sopportare la responsabilità della peggiore crisi umanitaria dalla Seconda Guerramondiale». Esattamente le parole attese da Renzi e Mogherini, determinati a ottenere l’ombrello delle Nazioni unite alla missione europea di sicurezza e difesa. Obiettivo: compiere operazioni chirurgiche per la confisca o l’affondamento dei barconi dei trafficanti sulle coste libiche, prima che su di essi vengano stipati imigranti. In più, in base a ciò che trapela dall’entourage del premier italiano, Ban Ki-moon si è impegnato a includere nel mandato dell’inviato dell’Onu in Libia, Bernardino Leon, l’impegno a spingere le fazioni libiche a contrastare il traffico di esseri umani; ha affermato l’esigenza della distribuzione dei rifugiati in tutti gli Stati europei; ha condiviso «la necessità di lottare contro la tratta di esseri umani per fermare le fonti di approvvigionamento dei terroristi». Infine, Ban Ki-moon «ha condiviso l’urgenza di prevenire l’ingresso dei migranti in Libia per evitare le crudeltà dei criminali». E ha assunto l’impegno a rafforzare la presenza dell’Unhcr nei Paesi limitrofi, in particolare in Niger. «Dobbiamo trovare una soluzione politica per gli immigrati nel Mediterraneo anche a terra, in particolare in Libia. Per questo conto sulla leadership dell’Unione europea», ha aggiunto Ban Ki-moon sulla San Giusto. Dove non è mancato un elogio a Renzi: «Grazie per la tua leadership compassionevole». ORA BATTAGLIA ALL’ONU Eppure, in base alle dichiarazioni fatte filtrare dal segretario generale, durante il volo in aereo Ban Ki-moon era tornato a ribadire che «non esiste una soluzione militare alla tragedia umana che sta avvenendo nel Mediterraneo». E aveva invitato «le autorità a focalizzarsi sul salvataggio delle vite umane». Dopo il sopralluogo sulla San Giusto i toni invece sono cambiati. Sarebbe scattato un gioco di sponda con Roma e Bruxelles per il varo di una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, in modo da offrire la copertura delle Nazioni Unite alla missione europea contro gli scafisti. Da oggi la Mogherini, che ieri ha sentito il ministro degli Esteri russo Lavrov, sarà a New York per incardinare la trattativa insieme ai rappresentanti di Gran Bretagna e Francia. Poi, la settimana prossima, l’Alto rappresentante europeo andrà a Pechino per strappare il sì della Cina alla risoluzione. «Il nostro obiettivo è internazionalizzare la lotta ai trafficanti di esseri umani, dopo averla già resa europea», spiega Renzi.

Il Messaggero