Balotelli da un tweet all’altro: «Mi riferivo alla vita»

Balotelli

L’esclusione dell’Olimpico – la prima decisa da Seedorf per motivi strettamente tecnici – non ha lasciato grandi cicatrici. Anzi. Mario Balotelli ieri pomeriggio è apparso di ottimo umore quando si è messo al lavoro all’Acqua Acetosa assieme ai compagni che non erano scesi in campo con la Lazio. Scatti, esercitazioni tattiche, l’immancabile torello con le immancabili risate. Insomma, un ragazzo dall’atteggiamento piuttosto sereno. Almeno in pubblico. Le pieghe dei suoi pensieri più riservati invece vengono scandagliate e interpretate più che altro in base alle esibizioni sui social network. Domenica, intorno all’ora di pranzo, i fari si erano accesi su un tweet decisamente criptico e anche un po’ inquietante. L’immagine di una mano bianca e una nera che si stringono e terminano a forma di pistola, seguita dalla frase: «La vita è piena di gente falsa. Non credere in nessuno. Solo nella tua famiglia».

Ipotesi Un post che aveva innescato il toto-protagonista: chi era il destinatario? A un certo punto si è fatta strada l’ipotesi che potesse trattarsi persino di Seedorf – magari «colpevole» dell’esclusione con la Lazio –, ma il punto di domanda è galleggiato senza risposta fino a ieri pomeriggio, quando Mario ha twittato: «Riferito alla vita di tutti i giorni. (Non mi sembra un’affermazione sulla quale fare delle polemiche) bah! FORZA MILAN comunque!». Chi si attendeva chissà quali rivelazioni ci sarà rimasto male, ma il Balo ha voluto fare (almeno un po’) chiarezza e la spiegazione va accettata così com’è. Nello stesso modo in cui lui ha accettato la panchina: prendi, porta a casa e guarda oltre.
Inerzia Nel suo caso, guardare oltre significa prepararsi a una partita vitale per il Milan e il futuro dell’allenatore. Che ieri, durante l’allenamento, l’ha stimolato a più riprese (e a favore di telecamere): «Bravo Mario, bravo, stai facendo bene». Un rapporto che prosegue su binari corretti, anche perché Seedorf ha estremo bisogno di lui. I gol continuano ad arrivare col contagocce e Mario anche domenica ha dimostrato di essere l’unico in grado di poter cambiare l’inerzia di una partita. L’importante è che domani al Franchi – dove tornerà titolare – sgombri la testa dalla sfida dello scorso aprile, condita da cori razzisti, ammonizioni stupide e svariati «c…o guardi» all’arbitro di porta. Mai come ora il Milan non può prescindere dalla versione migliore di Mario.

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