Balo & compagni Undici personaggi in cerca d’autore

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Elisabetta, regina d’Inghilterra, l’ha scampata bella. Ha evitato, grazie a mister Bryan Ruiz, di essere baciata da tale Mario Balotelli.

La regina è salva, l’Inghilterra no, eliminata, risbattuta sull’isola niente affatto del tesoro. 
Mario Balotelli è stato la comparsa di una compagnia teatrale senza attori, undici personaggi alla ricerca di un testo e di un autore. Traditi dall’orario, dal clima, dal corpo, dalla testa, dalla pochezza. Tutta colpa di Cristoforo Colombo che si prese la briga di scoprire, oltre all’America, anche Costa Rica, prima in classifica in Brasile ma anche nella graduatoria dei paesi più felici del mondo. Figuratevi dopo il risultato di ieri che si aggiunge alla vittoria ottenuta sugli uruguagi. 

Il fattore C non sempre significa fortuna. Significa Corea, del Nord, nel ’66, del Sud nel 2002, e Costa Rica, ieri, oggi e domani. Contro gli azzurri si esaltano nani e ballerine. 
Adesso qualcuno si è messo a fare i conti, basta un punto contro l’Uruguay, tranquilli, ce la faremo. Riaffiora la mentalità bottegaia e mercantile dei nostri quartieri bassi, emerge la miseria tecnica, senza nobiltà, di certi sedicenti fenomeni, superata la dogana scopriamo di essere poveri e brutti, la vittoria sull’Inghilterra, piccola nazionale con piccolissimo allenatore, è stato il miraggio che ha portato alla montata lattea di alcuni azzurri. 
Mario Balotelli è il primo della lista, indisponente, svagato, pigro, prodotto di un sistema che crea fenomeni mediatici, televisivi, di immagine, forma senza sostanza vera. 
È il football di tweet e di selfie, là dove si appare prima di essere, il mondiale ha già tolto il burqa a molti campioni autentici, Cristiano Ronaldo innanzitutto, Rooney dopo, e adesso Balotelli che, rispetto ai due appena citati, non ha né fame, né classe. 

Nessuna sorpresa se anche gli azzurri, già segnalati in fondo al gruppo nei risultati con i loro club, ieri si siano squagliati dinanzi alla Costa Rica che conta un quindicesimo dei nostri abitanti. Il soprannome di Ruiz è “donnola” per il suo viso appuntito. Ci ricorderemo di lui come abbiamo fatto con l’odontotecnico Pak Do Ik o il “perugino” Ahn, l’album delle figuracce ha altri spazi liberi. 
Per fortuna non ci sono emeriti sconosciuti tra gli uruguagi di Tabarez, anzi è tutta gente buona e brava, illustre, sognare non costa nulla, illudersi, invece, porta a ritrovarsi con la faccia piena di panna. Se la Costa è Rica, l’Italia oggi è poverissima. 
Il futuro è di nuovo nei piedi di Balotelli, il fenomeno incompreso, il fuoriclasse che non è mai stato, il calciatore che non è e non sarà mai un leader. 
Ma questo passa il convento e con questi frati dobbiamo andare a messa. Amen. Martedì, nello stadio delle Dune, a Natal, dentro o fuori. Preferisco non pensarci.

IL GIORNALE