Bagdad, due autobombe nel quartiere degli hotel di lusso: almeno 10 morti

Smoke rises from the site of car bomb attack in Baghdad, May 29, 2015.   REUTERS/Ahmed Saad

Azione terroristica nel cuore della notte tra giovedì e venerdì a Bagdad. Due autobombe sono esplose vicine agli Hotel Sheraton e Babylon, in un’area di solito molto protetta e frequentata dagli stranieri. Incerto il bilancio. Alcune fonti parlano di 10 morti e 30 feriti, altre ridimensiono a 3 le vittime. Le deflagrazioni sono state potenti, hanno investito un parcheggio e gli edifici. Attentati che ricordano quelli lanciati in passato dai qaedisti e in seguito dallo Stato Islamico.

Azione e propaganda

I militanti hanno atteso la notte per cogliere di sorpresa le forze di sicurezza ed hanno sfruttato l’assenza del coprifuoco, tolto da qualche tempo nella speranza di ridare un senso di normalità ad un paese travagliato. La prima autobomba è esplosa al Babylon, seguita – dopo 7 minuti – dal secondo scoppio. Nella zona verde, quella più tutelata dalle forze di sicurezza, è scattato l’allarme nel timore che gli attentati fossero seguiti dall’azione di qualche gruppo di fuoco. È evidente che colpendo hotel o siti importanti lo Stato Islamico punta a capitalizzare al massimo gli effetti: dimostra di poter agire impunemente, accresce il terrore, ottiene un successo propagandistico.

Momento delicato

La strage coincide con una fase militare delicata. L’Isis ha conquistato Ramadi e il governo ha mobilitato le milizie sciite nel tentativo di recuperare il terreno perduto nella regione dell’Anbar. Le forze sono andate all’attacco incontrando però la solita tenace resistenza dei mujaheddin. Lo Stato Islamico si affida a mine, ordigni, cecchini e tattiche agili che provocano perdite costanti. E, ovviamente, ricorre ai veicoli bomba. In chiave militare, per distruggere le postazioni governative: di fatto è la sua artiglieria pesante. Oppure usa le auto trappolate per colpire nei centri abitati, compresa la capitale. Dati che si riferiscono al periodo 15-21 maggio segnalano circa 50 “episodi” violenti nella sola a Bagdad, con altrettanti morti e oltre 100 feriti.

Corriere della Sera