Azzollini: si rinvia voto a mercoledì. Stefàno propone il sì all’arresto

AZZOLINI

Caso Azzollini, la Giunta per le immunità del Senato rinvia a mercoledì il voto. «La richiesta – spiega il presidente Dario Stefano – è stata avanzata da alcuni gruppi ed è stata approvata all’unanimità. L’impegno, però, è a chiudere entro domani». Lo stesso Stefàno ha chiesto il sì alla richiesta di arresto ai domiciliari per il senatore Ncd. Secondo l’esponente di Sel, infatti, nel caso Azzollini, coinvolto per la procura di Trani nel crack della Casa di cura Divina Provvidenza non sussiste il fumus persecutionis.

«La richiesta è stata votata all’unanimità da tutti i componenti»

A fine riunione Stefàno ha detto: «Ci sono ancora sei iscritti a parlare e c’è stata una richiesta dai aggiornare a domani» la seduta. «La richiesta è stata votata all’unanimità da tutti i componenti». Il rinvio a mercoledì è frutto, spiega ancora Stefano, di «una richiesta a più voci, da parte di rappresentanti di ogni gruppo. Ci si è aggiornati con l’impegno a terminare la discussione generale da votare domani». Quanto alla sua proposta di confermare la richiesta di arresto nei confronti del senatore Azzollini, Stefano non entra nel merito e osserva: «È in linea con l’impostazione di questi anni che ha voluto tenere fermo il fatto della non giurisdizionalità» dell’attività dell’organo parlamentare da lui presieduto.

Giovanardi: «Infamia»

«Perché questo non è un linciaggio». Così il senatore Ncd Carlo Giovanardi risponde a chi gli chiede quali siano i motivi del rinvio a domai del voto sul caso Azzollini. Al termine dei lavori della Giunta riunita per decidere se dare all’Aula un parere positivo o meno sulla richiesta di arresto avanzata dalla magistratura nei confronti del senatore Antonio Azzollini, Giovanardi osserva anche: «Noi riteniamo che questa sia una infamia, che sia ingiustificata». Poi aggiunge anche: «Da questa decisione può dipendere anche la tenuta della legislatura»

CORRIERE DELLA SERA