Auto blu nei ministeri, 1200 sono di troppo Ma è flop delle vendite

auto blu

ROMA Nei ministeri ci sono 1200 auto blu pronte per essere rottamate. Alla luce dei dati forniti dal Formez, aggiornati al 30 giugno, sarebbero in tutto 1290 le supercar a disposizione di dicasteri e presidenza del Consiglio. A gennaio erano 1312. Ma nei primi sei mesi dell’anno ne sono state dismesse ventiquattro e due invece ne sono state acquistate. Ora che il decreto attuativo del decreto Irpef sulle auto blu è pronto, come annunciato nei giorni scorsi dal ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia, ogni ministero avrà diritto a cinque auto blu al massimo. Significa, calcolatrice alla mano, che i veicoli in eccesso ammonterebbero al momento a 1205.
IL CENSIMENTO
Il Formez conduce il censimento delle auto blu dal 2011 (ma il monitoraggio verrà gestito da adesso in poi dal Dipartimento della funzione pubblica). A fine agosto c’erano in tutto 5.768 auto blu in circolazione. Nell’arco degli ultimi due anni e mezzo le macchine ad alta cilindrata sono diminuite del 33 per cento. Grazie al nuovo taglio in arrivo si punta a ridurre del 70 per cento rispetto al 2011 la spesa per l’acquisto e la manutenzione delle auto blu. Ciascuna delle quali presenta un costo non indifferente. Compreso tra i 70mila e i 100mila euro. Nei ministeri si prevede di risparmiare con le nuove norme circa ottanta milioni di euro.
Le regole sul punto di entrare in vigore stabiliscono che nessuna amministrazione centrale dello Stato con oltre 600 dipendenti potrà avere più di cinque auto di servizio a uso esclusivo o non esclusivo. Un tetto che scende a quattro mezzi se i dipendenti sono compresi tra le 400 e le 600 unità. Alle amministrazioni con non più di 50 dipendenti andrà una sola auto. La sanzione per chi non rispetta i nuovi limiti prevede il taglio del 50 per cento delle spese ammesse per auto di servizio rispetto a quanto utilizzato nel 2013.
Le vetture in eccesso dovranno essere vendute o cedute gratuitamente ad associazioni no profit iscritte all’anagrafe delle Onlus.
OFFERTE IN CALO
In precedenza la via di eBay, il sito americano utilizzato dal Governo nei mesi precedenti al fine di provare a sbarazzarsi di 151 auto blu, non ha sortito gli effetti sperati. Il 17 aprile Palazzo Chigi in un comunicato aveva annunciato che erano state assegnate le prime 52 supercar messe all’asta. Guadagno complessivo: 371.400 euro. Poi però più nessuna notizia.
La vendita è proseguita fino all’inizio dell’estate, ma le offerte col passare delle settimane sono calate vistosamente. Molti i modelli di pregio rimasti invenduti, tra cui le Maserati acquistate per volontà dell’ex ministro della Difesa, Ignazio La Russa.
Sempre secondo il Formez, al cui monitoraggio partecipa il 95,2 per cento degli enti, da gennaio a fine luglio le auto blu sono diminuite dell’8 per cento. Quelle in mano ai Comuni sono 2.297. Nella pubblica amministrazione centrale se ne contano 1.287. A livello regionale spetta alla Sicilia indossare la maglia nera: gli enti pubblici dell’isola dispongono di 577 auto blu. Segue la Campania con 479 e la Lombadia con 430 (che perè è la Regione più popolosa d’Italia).
In Emilia-Romagna invece ce ne sono solo 76: per trovare numeri più bassi bisogna andare in Regioni più piccole, anche se per esempio il minuscolo Molise ne conta da solo 66. «Ora tutti a piedi», ha detto il ministro Madia. Sbarazzarsi delle auto blu restanti rischia però di rivelarsi tutt’altro che una passeggiata.

IL MESSAGGERO