Australia, Marquez batte Lorenzo. Iannone tiene Rossi giù dal podio

MARQUEZ_MOTOGP

Non un ‘Downunder’, un sottosopra, ma un discreto assestamento della classifica: Marc Marquez colma una lacuna; Jorge Lorenzo riduce il distacco; Valentino Rossi si avvicina al titolo. Marc cancella le macchie degli ultimi due anni (bandiera nera e caduta) e centra la sua prima vittoria in MotoGP a Phillip Island, lasciandosi alle spalle le lame degli spadaccini per il titolo e, come a Indianapolis fa un favore a Rossi, togliendo all’ultimo giro la vittoria a Lorenzo, secondo. Sul podio, splendido, è Andrea Iannone, che agevolato da una Ducati che forse senza le alette decollerebbe nel rettilineo di Phillip Island per quanto è veloce, dà prova dei suoi grandissimi progressi tenendosi dietro, sempre nell’ultimo giro, un Rossi che ha dato tutto, ma non è riuscito a fare meglio di 4°. Gli 11 punti di margine sono ancora buoni: il fatto che Lorenzo anche vincendo le ultime due gare non possa essere campione gioca a favore del pesarese.

EMOZIONI — La gara più bella della stagione per emozioni, sorpassi, prestazioni al vertice e livello offerto dai contendenti regala un esito che è la fotocopia dei valori del sabato, poi riproposti nel warm up, con Marquez il più veloce e Lorenzo e Iannone dietro, a posizioni invertite rispetto alla qualifica. La trama della gara è stata diversa e avvincente, con Rossi in grado di dare battaglia e risalire dal 7° posto in griglia e 6° della sessione pre gara, fino al 4° finale a suon di frenate da ferri corti, battaglie e caparbietà.
FUGA MANCATA — Lorenzo ha provato la fuga, prima in avvio, poi negli ultimi giri, ma con scelte univoche per i pneumatici, asimmetrica all’anteriore, e media al posteriore, la differenza l’ha fatta la gentilezza delle moto sulla distanza. Lì è emersa la dolcezza della Honda, evidenziata in tutto il week end, evidenziata da Marquez con una manovra al calibro nell’ultimo tornante su Jorge.

LA GARA — Al via scatta bene Iannone, con Lorenzo e Marquez in scia e Rossi 6°. Una prodigioso sorpasso ‘por fuera’ fra la curva 7 e la 8 porta Lorenzo in testa, ma la replica dell’abruzzese sul rettilineo è immediata. I primi tre giri sino palpitanti, con tanti cambi al vertice, Iannone che centra addirittura un gabbiano su casco e duelli sul filo del rasoio. Il terzetto Marquez, Iannone Rossi dà spettacolo, Lorenzo allunga, arriva a 1”5 di margine, poi pian piano eroso. Mentre Iannone si produce in un doppio sorpasso in rettilineo su Rossi e Marquez, Lorenzo a metà gara deve mettere fine alla sua fuga. A 10 giri dal termine Marquez passa all’Honda Corner – nome omen – e va al comando, con il gruppo dei primi quattro che si compatta per la volata finale. Quando pare che lo strappo di Marquez sia decisivo, Lorenzo tira fuori dal cilindro lo stesso coniglio del primo giro con identico sorpasso su Marquez fra la curva 7 e la 8, ma non basta. Le emozioni non sono finite. Al terzultimo giro Iannone ne passa due, Rossi e Marquez, in uno solo colpo, e all’ultimo si difende da Rossi con sportellata fino a stargli davanti sul traguardo. Favore ricambiato a Lorenzo dopo il traino della qualifica. Ma a Jorge non è bastato. Il titolo, comunque, a due gare dalla fine è più vicino alla strada per Tavullia.

La Gazzetta dello Sport