Atletico: tre legni e il gol che elimina i blaugrana

Koke

E adesso tutta la Spagna castigliana sogna il derby della capitale nella finale di Lisbona: avrebbe il sapore di un Milan-Inter il possibile sorteggio del Real di Ancelotti contro l’Atletico di Simeone che ieri sera con la spinta di un pubblico entusiasta che si è goduto 90’ di esaltante adrenalina, ha fatto fuori la Catalogna. Mettiamoci pure, nel poker di regine, il Chelsea di Mourinho e il Bayern di Guardiola giusto per consolarci un po’: la stretta conclusiva di questa Champions parla anche l’italiano. E dopo 6 stagioni consecutive il Barça non raggiunge almeno le semifinali di Champions.
Prodezze I Colchoneros hanno gestito alla perfezione l’1-1 dell’andata e passano in semifinale con pieno merito: c’è stato un dominio assoluto di occasioni da rete sul Barcellona che lo striminzito punteggio non può ovviamente documentare. Ma il computo delle palle gol è schiacciante: tre legni colpiti da Villa (2) e Adrian, più due parate decisive del vecchio portiere blaugrana Pinto, più altri due contropiede falliti di poco: ecco il sontuoso bilancio dei 90’ condotti con grande intelligenza tattica e un impegno strenuo. Gli uomini del Cholo non hanno sbagliato una virgola di quanto preparato: squadra corta, mai schiacciata se non nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, e poi micidiali ripartenze, a campo aperto, con i difensori ospiti in costante affanno.

Che approccio Soprattutto l’approccio alla partita dell’Atletico è risultato devastante per il Barcellona, superato più volte sulle fasce dalle incursioni di Koke, Villa e Adrian, un terzetto scatenato che ha fatto girare la testa a gente del calibro di Mascherano, Jordi Alba e Dani Alves (Bartra, il sostituto di Piquet, è chiaramente su un gradino inferiore). Così che nei primi 20’ l’Atletico ha gettato le fondamenta del successo imprecando parecchio e giustamente alla mala suerte travestita dai legni della porta del trentottenne Pinto, che hanno respinto i tiri a colpo sicuro di Villa e Adrian. Per fortuna nella prima azione, dopo la respinta del palo, il pallone è rimasto fra i piedi di Adrian e Villa capaci di dialogare fra loro per spedire l’arrembante Koke alla conclusione mancina da pochi passi. Al 5’, insomma, l’Atletico si era assicurato perlomeno i supplementari. Questo pensando a una energica reazione del Barca.

Errori Che c’è stata a partire dal 25’, in verità, ma è risultata sterile in zona gol. Solita occupazione in massa della metà campo altrui, solito giro palla, ma gratta gratta risultati zero dalle parti di Courtois. L’allenatore Gerardo Martino, prigioniero di un inutile Fabregas (perlomeno da centravanti), deve incassare amaro la sostanziale latitanza di Messi, che si è fatto vedere soltanto al 13’ in un colpo di testa dal dischetto che meritava sorte migliore (fuori a fil di palo): un erroraccio, diciamolo chiaro. Così è rimasto il solo Neymar a dare un po’ di apprensione alla difesa biancorossa, specialmente quando su invito di Xavi si è presentato davanti a Courtois: lì il portiere di casa ha effettuato l’uscita perfetta. Eravamo a inizio ripresa, lì il match sarebbe potuto girare anche perché sugli sviluppi della stessa azione proprio Xavi ha avuto un pallone da spingere in rete a un metro dalla linea bianca. E l’ha sbagliato: sì, anche i grandi piangono.

Riabilitazione Scampato il pericolo, l’Atletico si è riorganizzato e ha concesso ai rivali un unico sussulto quando Neymar, in tuffo di testa ha sfiorato il palo su cross di Dani Alves (78’). Prima e dopo questo numero del più irriducibile fra gli avversari, i biancorossi si sono presentati in diverse occasioni al cospetto dell’anziano portiere blaugrana, fallendo la mira con Diego e soprattutto con Gabi, capace di arrivare a tu per tu con Pinto dopo entusiasmante cavalcata salvo tirargli addosso, di modo che quello si è potuto salvare di piede. Un’altra parata provvidenziale Pinto l’ha effettuata al 44’, su sinistro cannoneggiante di Rodriguez, ma a quel punto il Barcellona si era arreso ai più meritevoli. Onore al Cholo Simeone, dunque, che capeggia la Liga e proverà a centrare un bis di successi unico nella storia del suo club. E un accenno anche per il Milan, che dopo aver visto quest’altra impresa dell’Atletico avrà ripensato con minore amarezza e pessimismo alla sua eliminazione.

LA GAZZETTA DELLO SPORT