Atletico-Barça da urlo, chi avanza fa la storia

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Se il buon esito di una sfida si vede da quel «mattino» figurato che sono le conferenze stampa di presentazione, l’Atletico parte in vantaggio. Per un Simeone brillante, rilassato, capace di ridere tanto e invocare un applauso per la valida traduttrice, ecco un Martino moscio, dimesso al limite del disinteressato, con uno stravagante look: jeans arrotolato alla caviglia e camicia jeans, mancava solo il ciuffo ingelatinato per fare da padre di James Dean.

La saga Il quinto dei sei capitoli stagionali della saga Atletico-Barça si presenta incerto e decisivo. Dopo 4 pareggi, due 1-1 e due 0-0, col Barça che si è preso la Supercoppa di Spagna ma che non ha mai saputo disporre del rivale e, come faceva notare ieri Martino, non è mai stato in grado di passare in vantaggio, ecco il dentro o fuori europeo. I catalani si giocano l’accesso alla settima semifinale di Champions consecutiva, l’Atletico non raggiunge l’approdo assegnato alle migliori quattro d’Europa da quando c’era Franco (1974). Poi il 18 maggio, ultima giornata di Liga, la fortunata serie si chiuderà al Camp Nou con la sfida che con ogni probabilità deciderà il campionato spagnolo.

Simeone e gli argentini Quando è tornato in Spagna, Simeone ha iniziato perdendo fisso contro il Barça: una volta contro Guardiola e due contro Vilanova. Però da quando sulla panchina catalana si è seduto il Tata connazionale il vento è girato: 4 partite senza sconfitta. E in tema di duelli argentini c’è (molto) di più. Prima dell’avvento di Simeone Leo Messi aveva trasformato l’Atletico nella sua vittima preferita: addirittura 20 gol in 15 partite. Il Cholo ha chiuso il sempre gocciolante rubinetto della Pulce: nelle ultime 5 sfide contro i biancorossi di Madrid Messi non ha fatto un solo gol. E per uno che in stagione è a 38 reti in 38 partite e nel 2014 a 24 in 23 non è roba da poco.

«Stili differenti» Ora Simeone ha la Grande Occasione: interrompere l’egemonia blaugrana in Europa (oltre alle semifinali, 3 vittorie in 8 anni) e il quasi decennale duopolio Barça-Madrid in Liga. L’aria che si respira al Calderon è esattamente questa: quella della storia in via di scrittura, dell’entusiasmo da carpe diem: «Spero che i miei giocatori possano vivere appieno una delle partite più belle e appassionanti che potrà offrire questa Champions – diceva ieri il Cholo –. Loro col possesso, col talento, con la storia di questi ultimi 10 anni. Noi con l’umiltà, lo sforzo, il lavoro, l’attenzione agi spazi e il contropiede. Vediamo quale dei due stili riesce e a imporsi sulla palla».

Assenze e movimenti Sul piano tattico il Tata dovrebbe schierare Fabregas da «falso 9»: la cosa gli permette di lasciare Neymar a sinistra e Iniesta nella sua casella, con Messi più largo a destra. Simeone con ogni probabilità non avrà né Diego Costa (problema muscolare) né Arda Turan (pubalgia): al loro posto Adrian e Villa. Il primo, ex enfant prodige, non è stato convocato per scelta tecnica in 6 delle ultime 7 uscite: «Se Diego non ce la fa gioca Adrian, e farà un gol», ha detto ieri con inguaribile ottimismo Simeone. Villa, autore di uno dei due gol dell’Atletico al Barça quest’anno, non segna da 6 partite e in Champions addirittura da 30 mesi, ottobre 2011. Però Simeone sorride e Martino no.

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