Arrestato quindicenne che pianificava un attentato al Papa: in Usa è massima allerta

CSI DA PAPA FRANCESCO

Con l’ombra di un quindicenne arrestato dall’Fbi a Filadelfia per aver minacciato un attentato a Papa Francesco ispirandosi all’Isis, le forze dell’ordine negli Usa si preparano al peggio. La visita del Papa, e di un pontefice «fuori copione» come Bergoglio, toglie da giorni il sonno alle agenzie di “law enforcement” già sottosopra per elaborare scenari di emergenza. Con la variante più instabile di tutti: lo stesso Papa.

«Se potessimo tenerlo in una bolla, lo faremmo», ha detto al Wall Street Journal il capo della polizia di New York William Bratton. «Ma questo papa, quando viaggia per il mondo, fa quello che vuole. Stiamo cercando di trovare un terreno comune».

Ma dal Vaticano, il portavoce padre Federico Lombardi, ha detto che rispetto al viaggio «non ci sono preoccupazioni particolari». Rispondendo ai giornalisti, il direttore della sala stampa della Santa Sede ha ribadito che anche negli Stati Uniti «il Papa tenderà a muoversi come fa abitualmente. Lo farà con la “Papamobile” aperta passando tra folle di persone».

L’arresto di Filadelfia risale a metà agosto. Il ragazzo soffre apparentemente di «problemi mentali», il suo piano era solo «sulla carta». Ma il fatto che da mesi l’Isis abbia Bergoglio nel mirino ha fatto rizzare i capelli alle autorità. Il teen-ager, la cui identità non è stata resa nota, è stato accusato di terrorismo: aveva ottenuto istruzioni per confezionare esplosivi le aveva distribuite online, si legge in un bollettino dell’Fbi diffuso al momento dell’arresto. Solo oggi si è saputo che il «dignitario straniero» al centro delle attività del quindicenne era proprio il Papa che a Filadelfia arriverà il 26 settembre per la conclusione del Meeting mondiale delle famiglie.

Intanto a New York, dove Bergoglio si fermerà solo due notti, le autorità metropolitane stanno valutando le capacità delle forze in campo qualora dalla ordinaria amministrazione si dovesse passare all’emergenza. Cosa succederebbe ad esempio se, oltre a dover proteggere il Papa da eventuali malintenzionati, ci fossero esplosioni o sparatorie in simultanea, oppure un black out, o ancora il crollo di un palazzo a Manhattan.

Il papa arriverà a New York il 24 settembre con le forze dell’ordine già in massimo allerta per una fitta serie di eventi di alto profilo che stanno creando «la sfida più complessa di sempre per le forze di sicurezza newyorchesi», ha detto Bratton. Oltre al numero senza precedenti di 170 capi di stato e di governo – il 90 per cento della leadership globale – che converranno a Manhattan per l’assemblea generale del 70esimo anniversario, sono in programma match sportivi e il maxi-concerto del Global Citizen festival con Beyoncee, Pearl Jam e Coldplay a Central Park.

Mobilitati migliaia di poliziotti, squadre di artificieri e anti-radiazioni, veicoli corazzati e unità cinofile, mentre saranno off limits i selfie-sticks, palloncini, zaini, biciclette da tutti gli eventi in cui il Papa sarà protagonista. Degli eventi in programma a New York, il discorso all’ONU e le messe sono quelli che preoccupano meno gli addetti alla sicurezza. Dato il suo desiderio di avvicinarsi alla gente della strada, sono le altre attività che mettono in allarme: la visita a una scuola di East Harlem e la processione a Central Park.

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