Appello del Papa a Parigi: “Attenuare gli impatti dei cambiamenti climatici”

CSI DA PAPA FRANCESCO

Papa Francesco durante l’Angelus della domenica ha lanciato un appello ai partecipanti alla Conferenza sul clima a Parigi (Cop 21) affinché concentrino i loro sforzi per frenare il riscaldamento globale e i suoi effetti disastrosi sul pianeta. “Per il bene della casa comune, di tutti noi e delle future generazioni, a Parigi ogni sforzo dovrebbe essere rivolto ad attenuare gli impatti dei cambiamenti climatici e, nello stesso tempo, a contrastare la povertà e far fiorire la dignità umana”, ha detto Bergoglio alla vigilia dell’apertura del Giubileo della misericordia.

“Seguo con viva attenzione i lavori della Conferenza sul clima in corso a Parigi e mi torna alla mente una domanda che ho posto nell’Enciclica Laudato sì: ‘Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?’. Le due scelte vanno insieme: fermare i cambiamenti climatici e lottare contro la povertà per far fiorire la dignità umana”. “Preghiamo – ha aggiunto – perché lo Spirito Santo illumini quanti sono chiamati a prendere decisioni così importanti e dia loro il coraggio di tenere sempre come criterio di scelta il maggior bene per l’intera famiglia umana”.

Il richiamo di papa Francesco riprende i principi già contenuti nella sua enciclica “verde” Laudato sì, che tanta eco ha avuto nel mondo, in particolare per quanto riguarda il rapporto di causa-effetto tra i mutamenti climatici da una parte e, dall’altra, l’impoverimento di crescenti masse di popolazione nel Terzo Mondo e i grandi movimenti migratori. E riprende i tanti appelli che Bergoglio ha lanciato in varie sedi per la difesa della natura “bene comune”. Un tema che sta molto a cuore al pontefice argentino e che sarà anche al centro del Giubileo straordinario, come testimonia il fatto che martedì sera, dopo che al mattino il Papa avrà aperto la Porta Santa, sulla facciata di San Pietro è in programma la proiezione di foto “Fiat lux: illuminare la nostra casa comune”, con opere di grandi fotografi mondiali ispirate all’umanità, al mondo naturale e ai cambiamenti climatici. L’evento è stato promosso da una partnership di Fondazioni internazionali per essere proiettato anche a Parigi proprio in occasione della conferenza sul clima.

In serata il Papa ha acceso simbolicamente via web, dal Vaticano, l’albero di Natale e il presepe, quest’anno costruito con una barca dei migranti, allestiti nella piazza antistante la Basilica Inferiore di san Francesco, ad Assisi, dove erano presenti anche 31 profughi. E in videocollegamento ha usato ancora una volta parole forti per ricordare il dramma di quanti fuggono da guerre, persecuzioni e miseria, troppo spesso per trovare la morte in mare. “Vi invito, in questo Natale, ad aprire il cuore alla misericordia e al perdono. Non è facile perdonare queste stragi”, ha detto Bergoglio che poi ha ringraziato quanti “in questa terra italiana hanno generosamente” accolto i migranti. “Il Sud Italia è stato un esempio di solidarietà per tutto il mondo”, ha proseguito. Quindi un invito ai protagonisti di questo dramma dei nostri tempi: “A tutti i rifugiati dico una parola che è quella del profeta: alzate la testa, il Signore è vicino. E’ con Lui la forza, la salvezza e la speranza. Il cuore forse è addolorato ma testa alta nella speranza del Signore”.

 

La Repubblica