ANCORA IN PIEDI

UEFA Champions League 2010/2011 Gruppo AEnschede (Olanda) - 14.09.2010Twente-Inter

Nel Calcio c’è chi fa la differenza con la classe, chi con la forza, chi con la determinazione. Poi c’è chi rappresenta la differenza, la sintesi di queste doti. C’è chi vive il mestiere e la sua vita con grande virtù, essendo campione e uomo vero, dentro e fuori il campo. Un campione che ama divertirsi cantando Ligabue, in serate di beneficienza per la sua fondazione. Anche i duri hanno due cuori, ma non dovete badare al cantante. Leggero, indossa il neroazzurro da quasi vent’anni, il suo vestito migliore. Capitano di una squadra pazza, una delle più affascinanti al mondo. Nacque il 10 Agosto del ’73 a Buenos Aires e prese il secondo nome, Adelmar, dal medico che gli salvò la vita. Aveva problemi di respirazione. Una vita da mediano, a recuperar palloni, con resistenza e velocità, ma coi piedi buoni. A quattordici anni faceva il postino col cugino e il muratore con il padre, per aiutare la famiglia. Firma il primo contratto da professionista con il Talleres, la sua porta dei sogni. Nel Remedios de Escalada prende il soprannome di Pupi. In seguito, Victor Hugo Morales lo chiama El tractor. Nel ’95 approda a Milano, piccola città eterna, non sente il peso della valigia. Sole, pioggia, neve e tempesta, ma lui è sempre lì. L’Inter è un atto di fede. Perde una finale di Coppa Uefa contro lo Shalke ’04 nel ’96. Cosa vuoi che sia, passa tutto quanto. La vincerà nel ’98 battendo la Lazio e l’alzerà urlando contro il cielo di Parigi. Il 5 Maggio 2002 perde uno scudetto all’ultima giornata, proprio per mano della Lazio. Uno smacco clamoroso, nemmeno Walter il mago poteva prevederlo. Purtroppo è il giorno di dolore che uno ha. Ma niente paura, ci pensa la vita. Nel 2004 arriva il Mancio e nel 2006 Calciopoli scaccia via i fantasmi. Finalmente vince lo scudetto sul campo e si apre un nuovo ciclo. Arrivederci, mostro! Il meglio deve ancora venire e, dopo aver vinto altri quattro scudetti di fila, arriva la Champions nel 2010 con Mourinho. Certe notti non le dimentichi, dopo tanto digiuno, dopo tanta attesa. Un colpo all’anima. Il capitano urla ancora contro il cielo di Madrid, nel giorno dei giorni, senza più limiti. Arriva Benitez e vince il Mondiale per Club. Un anno fantastico, l’Inter vince tutto, è tripletta. Milano è il centro del mondo. Gli ultimi anni non sono da ricordare, troppi problemi e cambi di panchina. Ma lui è sempre lì, con la stessa maglia, con la stessa voglia di sempre, perché l’amore conta. A Palermo subisce un brutto infortunio alla caviglia, durante il campionato scorso. Lui non molla, compie quarant’anni e torna a correre, ancora in piedi. 845 presenze con l’Inter, 603 nel campionato di serie A. Cinque scudetti, quattro Coppe Italia, quattro Supercoppe Italiane, una Coppa Uefa, una Champions League e una Coppa del Mondo per Club. Campione e uomo vero, un monumento alla virtù, questo è Javier Adelmar Zanetti. Scusate…..Ho perso le parole.

 

Luciano Tabacchiera