Ancona, l’omicida aveva tre caricatori Prima del dramma scrisse: li ammazzo

proiettili

“Non volevo uccidere, mi ha aggredito”. Così Antonio Tagliata ha cercato di spiegare quegli otto spari contro Roberta Pierini e Fabio Giacconi. Lei morta sul colpo, lui in coma irreversibile. Eppure il giovane, presentatosi a casa della fidanzatina per “chiarire”, aveva con sé un pistola calibro 9, un caricatore con 15 colpi, altri due pronti e proiettili in tasca. Mentre in casa, dopo il fermo, è stato trovato un biglietto con scritto: li ammazzo.

Al magistrato, ricorda il Corriere della Sera, ha ripetuto che “non voleva uccidere, che si era procurato la pistola perché il padre della sua fidanzata mi aveva minacciato”. Certo è che Antonio Tagliata, per quanto pronto a chiarire e difendere un rapporto sentimentale sgradito ai genitori della fidanzata, si è presentato all’appuntamento mortale equipaggiato come per una guerra. “Ero armato perché ero convinto di morire io”, avrebbe ancora detto. E al pm ha spiegato: “E’ stata lei a dirmi di sparare”.

Resta ora da capire, al di là di altri aspetti della dinamica della tragedia, come un 18enne, che ora si trova in carcere, si sia procurato la pistola, che aveva la matricola cancellata. Antonio, che si è rasato i capelli, forse proprio durante la fuga, ha detto di averla presa una settimana fa, ma ha dato indicazioni piuttosto vaghe. Non voleva sparare, dice, ma gli otto colpi esplosi sono andati, pare, tutti a segno. Con il ritrovamente del biglietto, inoltre, la posizione di Tagliata potrebbe aggravarsi.

In casa del 18enne trovato un biglietto con la confessione – “Confesso l’omicidio di Fabio Giacconi e Roberta Pierini”. E’ la frase scritta da Antonio Tagliata in un biglietto sequestratogli in casa, ad Ancona, dopo il fermo. “Ero sicuro che sarei morto – si sarebbe giustificato il giovane nell’interrogatorio -, ho scritto il biglietto per proteggere mio padre, che ha avuto problemi con la giustizia”.

Fabio Giacconi è in coma irreversibile – L’uomo, sottufficiale dell’Aeronautica, è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Torrette ad Ancona. Intanto l’udienza di convalida del fermo del 18enne dovrebbe tenersi martedì, giorno in cui è fissata anche l’autopsia sul cadavere della Pierini.

La ragazza: “E ora cosa faccio? E la scuola?” – “Cosa faccio ora? Dove devo andare? E la scuola…”. Sarebbero questo le domande che affollano la mente della sedicenne . La giovane, ospitata per ora al Centro di prima accoglienza per minori, ha incontrato il difensore Paolo Sfrappini, che ha trovato la ragazza “molto provata”.

TGCOM