“America chiama Roma e Cinecittà chiama America: Tony Renis in prima fila per Christian De Sica”

Tony Renis e Paola Aspri

Ieri Roma era paralizzata, Obama aveva intasato la città con le sue visite istituzionali e da turista del Colosseo.

La sera quando ormai la città avrebbe dovuto essere libera da traffico e da ingorghi, era difficile raggiungere il Teatro Brancaccio. Ma come potevo mancare all’appuntamento con Christian De Sica? Avevo perso la “prima stampa” e presa dalla mia passione per il cinema, non avrei potuto non applaudire un grande showman.

“Cinecittà”, è il riassunto di un passato glorioso, quello del papà Vittorio De Sica che in compagnia di Roberto Rossellini e Federico Fellini, ha dato lustro agli studi di Cinecittà.

I telefoni bianchi, il neorealismo, le paillettess, scorrono sul palcoscenico come in un film e Christian fa ricorso alla sua maestria di esperto vocalist per raccontarci una fetta importante del nostro trascorso.

Bravissimo e coadiuvato da compagni di scena come la rotonda, ma eclettica e flessibile Daniela Terreri che si presta anche a fare la caratterista per mettere in risalto una pagina del cinema come quella dei provini.

Non era un debutto, eppure poteva esserlo perché proprio nella fila davanti a me c’era il famoso “Mister Quando Quando Quando” (con cui mi sono fatta anche una foto ricordo), Tony Renis in persona con moglie al seguito (Elettra Morini) che applaudiva con forza il suo amico Christian.

E quando De Sica dal palco prima di cantare “New York, New York”, saluta calorosamente il suo amico naturalizzato americano, regala una doppia emozione al pubblico.

Un giorno speciale con il Presidente Americano nella città eterna, conclusa con la” fabbrica dei sogni” in compagnia di De Sica e di un cantante, produttore e discografico che ha sposato l’America come suo secondo stato.

Paola Aspri