Ambasciatore gay, il no del Papa

CSI DA PAPA FRANCESCO

Niente di personale, ma papa Francesco non intende dare il suo gradimento a Laurent Stefanini, nominato da François Hollande ambasciatore della Francia presso la Santa Sede, cattolico praticante, fine diplomatico, uomo di vasta cultura. E omosessuale. Il papa lo ha detto chiaro e tondo a Stefanini in persona. Secondo il settimanale Canard Enchainé oggi in edicola, notizia poi confermata all’agenzia France Presse da una «fonte vicina al dossier», Bergoglio ha ricevuto Stefanini in Vaticano «in tutta discrezione» sabato scorso, dopo un braccio di ferro silenzioso ma tenace che dura ormai da tre mesi tra la Francia che continua – almeno ufficialmente – a considerare Stefanini suo unico candidato a Villa Bonaparte, e il Vaticano che continua a non dare il suo necessario gradimento. Fonti dell’Eliseo hanno ripetuto ieri a diversi media di non avere intenzione di fare marcia indietro e anzi, di confidare ancora in una «risposta rapida e positiva da parte del Vaticano». Risposta positiva che però sembra ormai definitivamente da scartare. Il papa avrebbe comunicato a Stefanini – che ha lavorato per quattro anni a Roma, dal 2001 al 2005, come numero due all’ambasciata francese presso la Santa Sede – di «non avere niente contro di lui» ma «di non aver apprezzato» né le nozze gay, legalizzate in Francia nel maggio del 2013, né «i metodi dell’Eliseo che tenta di forzargli la mano». Dunque no a un ambasciatore gay in Vaticano, anche se Stefanini non è né militante, né ha un compagno con cui è «pacsato» o sposato, ed è stato sempre unanimemente apprezzato per il suo lavoro. Tornato da Roma, è stato prima consigliere per le questioni religiose presso il ministero degli Esteri e poi assunto nello staff di Hollande. Il suo sogno è però sempre stato quello di tornare da ambasciatore a Roma. Un no ufficiale non è ancora arrivato a Parigi, anche se tre mesi di silenzio dopo l’invio della lettera di credenziali equivale a un non gradimento. A dare il via alla crociata contro la nomina di Stefanini, secondo fonti della stampa francese, sarebbero stati ambienti conservatori a Parigi, anche se gli oppositori al matrimonio omosessuale, organizzati nella «manif pour tous», hanno negato di essere all’origine della campagna d’informazione sull’omosessualità del candidato. Per l’Eliseo, almeno fino a ieri, il «processo è in corso» e si continua a confidare nella possibilità di ricevere «una risposta positiva e rapida». Una settimana fa il portavoce del Governo Stéphane Le Foll ha ancora una volta ripetuto che Laurent Stefanini resta «l’unico candidato della Francia, il migliore». Anche il presidente del partito centrista Modem, François Bayrou, ex candidato alle Presidenziali e cattolico, ha espresso critiche al Vaticano: «le relazioni tra la Francia e il Vaticano non rientrano nelle mie competenze – ha detto Bayrou – Ma secondo me non si possono giudicare le qualità di un individuo sulla base delle sue orientazioni sessuali». Perfino monsignor André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, aveva cercato di perorare la causa di Stefanini a Roma in una lettera al Papa. Secondo il Canard Enchainé, tuttavia, l’Eliseo avrebbe ormai capito che in Vaticano la candidatura di Stefanini non passerà e starebbe cercando un nuovo ambasciatore più gradito al pontefice.

Il Messaggero