Alonso alla roulette di Monaco

Fernando Alonso Ferrari 2014

Unico, spettacolare e ovviamente tortuoso. È il GP di Monaco, il più patinato del Circus e anche uno dei più difficili per i piloti. Fin troppo facile prevedere una Freccia d’argento primeggiare anche in questo fine settimana e pronta a tira fuori il costume per il consueto bagno in piscina post gran premio. Rosberg vuole ribaltare le gerarchie interne e smettere di mangiare la polvere che viene dalla macchina di Hamilton, suo collega nonché pilota più ricco dell’anno in Gran Bretagna. Il tedesco figlio d’arte, vincitore qui un anno fa, sprizza fiducia e va all’attacco: «Non temo come in passato l’usura delle gomme e punto alla pole position. Con Lewis siamo pari per partenze al palo, 1-1 sull’asciutto, le altre le ha ottenuto sul bagnato e non contano».

Ma il britannico nemmeno risponde, sicuro del suo quid in più e delle quattro vittorie consecutive. Nessuna possibilità di trionfare (se non in condizioni straordinarie: pioggia a catinelle e malasorte altrui), ma tanta voglia di riscatto per la Ferrari dopo il distacco siderale e il doppiaggio rimediati in Spagna. Alonso ripete con sempre minor convinzione quale strada va seguita: «Dobbiamo mettere pressione alla Mercedes, è l’unico modo per evitare che il divario aumenti. Il nostro obiettivo, sia qui che nel Gp successivo in Canada sarà cercare di non arrivare a un minuto da Hamilton. Monaco è una roulette, chi insegue ha una delle poche occasioni per tentare di fare meglio di chi è avanti». Le caratteristiche del tracciato cittadino, infatti, livellano verso il basso l’importanza della «power unit» ed esaltano il carico aerodinamico e la trazione, punti forti della Red Bull piuttosto che della Ferrari e l’asturiano lo riconosce: «La loro monoposto ha un vantaggio sullo stretto e nelle curve. In ogni caso non è consentito fare errori, se si tocca un muretto la gara è finita. Il rischio e il contesto particolare rendono Montecarlo molto speciale».

Non molla, va alla caccia di punti per dare un senso al campionato. Ma nemmeno questo è l’anno giusto: a Maranello i dati raccolti sono già utilizzati per il progetto 2015.

Off limits la pole, Alonso e Raikkonen si batteranno per non partire troppo indietro: qui i sorpassi sono quasi impossibili. Intanto l’ex team manager Stefano Domenicali ha rivelato che dopo le dimissioni ha ricevuto le telefonate di Alonso, Raikkonen e Vettel: «I primi due perché sono amici, il terzo potete immaginare». Sì, immaginiamo un Vettel in rosso.

IL TEMPO