All’ultimo respiro

mazzarri_inter_allenatore

MILANO Stessa storia, un anno dopo: l’Inter risorge contro la Sampdoria di Mihajlovic. Seppur di rigore di Icardi (5° gol stagionale) come a Cesena. Sei punti in due partite e zero reti al passivo, si intravede la luce in fondo al tunnel. «Non ci frega un c… delle polemiche, insieme per una grande Inter», così la Curva Nord chiude la settimana surreale dei nerazzurri stritolatiti da epiteti razzisti e dimissioni epocali con Mazzarri capro espiatorio. Ai punti il primo tempo va ai padroni di casa che possono contare sulla bellezza dei passi leggeri e veloci di Kovacic e Hernanes (esce per un affaticamento muscolare). Ma c’è un ma: Palacio ha due occasioni limpide e telecomandate per siglare il vantaggio e invece la palla scivola lunga o in braccio a Romero, paratutto. Nel secondo tempo ne fallisce clamorosamente un’altra, a farne le spese la solita bottiglietta di Mazzarri. El Trenza non è in condizione di poter reggere tre partite consecutive, forse si poteva azzardare uno tra Bonazzoli e Puscas infreddoliti in panchina. Dodò e Obi sulle fasce corrono male e incerti sul da farsi. Mihajlovic invece si fa tradire dalla sua voglia disperata di Inter e aspetta, contiene, ma fa peggio del suo omologo sotto l’aspetto del gioco: non pervenuto. Un tridente che non punge e tanta fisicità in Okaka e Duncan che prende la traversa allo scadere del primo tempo. Nulla più.

Si va a riposo sullo 0-0 e piovono fischi, quei fischi a cui Mazzarri finge di non esser sensibile, ma lo è (e chi oggi non ne avrebbe le tasche piene al suo posto? E questa volta alla lettura delle formazioni il suo nome è stato anticipato e quasi sussurrato) tanto da rivolgersi a Frustalupi e dire «Ma cosa cavolo fischiano?». Aveva ragione, peccato che nella ripresa i suoi cerchino di legittimare le contestazioni, svagati in zona gol (Kuzmanovic e Kovacic) e ancor più colpevoli davanti a blucerchiati nient’affatto irresistibili e le cose non cambiano con l’ingresso di Soriano. Miracoloso è invece Handanovic su Eder. Poi il penalty su Kuzmanovic e la realizzazione dell’implacabile bomber argentino: il progetto dei nerazzurri inizia a decollare.

IL TEMPO