Allegri ricomincia da tre

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TORINO Ciak, si gira. Con la Juve a Verona, contro il Chievo. Per andare oltre Conte e difendere i tre scudetti di fila: «Quanto fatto negli ultimi tre anni rimarrà nella storia, ma adesso si riparte – ha detto Allegri -. Non abbiamo crediti con nessuno. Dobbiamo lavorare, correre e vincere: nel calcio è l’unica cosa che conta».

Citazione bonipertiana e via andare, mandando in soffitta l’espressione spesso truce con cui Conte presentava gli impegni di campionato e Champions: Allegri sorride, si gode il momento e addirittura comunica i convocati all’ora di pranzo: «Antonio ha lasciato in dote la cultura del lavoro, le regole e la disciplina. Io ho una filosofia differente: non che una sia giusta e l’altra sbagliata ma, partendo dal presupposto che entrambi si vuole vincere, siamo due allenatori completamente diversi. Non è importante essere autoritari, semmai è fondamentale essere autorevoli: ho lavorato con allenatori che, senza alzare la voce, si facevamo capire eccome». Senza gli infortunati Barzagli, Pirlo e Morata, con Chiellini appiedato dalla squalifica e Llorente (più Giovinco) in panchina ma debilitati dall’influenza, la Juve dovrà partire vincendo.

Conte lo ha sempre fatto, Allegri ha spesso zoppicato al pronti via ma stavolta vuole cambiare marcia: «Coincidenze – ha spiegato -. Però è chiaro che dobbiamo partire bene anche per lavorare con la testa sgombra durante la sosta. Ci sarà Vidal, tolto per l’ennesima volta dal mercato («sarà titolare subito e rimarrà con noi»), Marchisio svolgerà i compiti di Pirlo davanti a una difesa che dovrebbe essere a tre, con poi il baby Coman insieme a Tevez.

«Siamo pronti sapendo che il debutto non è mai facile. Più andremo avanti e più le cose miglioreranno». Avversaria numero uno nella sfida tricolore, la Roma «ma credo che anche l’Inter possa competere e che il Napoli, pur eliminato dalla Champions, non abbia ridimensionato le proprie ambizioni. Fiorentina, Milan e Lazio andranno poi tenute d’occhio».

Avanti, allora. In attesa degli ultimi botti di mercato per dare maggiormente sostanza alla squafdra e soprattutto di capire se il sogno Falcao rimarrà tale.

IL TEMPO