Allegri: “Juve, fai gol a Dortmund e passi”

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“Road to Berlin”: lo stadio del Borussia ci accoglie così, ricordando l’obiettivo. La finale è il sogno di tutti, ma la Juventus non vuole ancora guardare così lontano. Massimiliano Allegri aveva detto appena arrivato che voleva riportare i bianconeri nel G8 del calcio, adesso che è a un passo dalla meta non vuole lasciarsi scappare l’occasione.

SERVE ALMENO UN GOL — “Sarà una bella partita – dice il tecnico bianconero in conferenza stampa -. Spero di sbagliarmi, ma credo che difficilmente finirà zero a zero, quindi dobbiamo sapere che per passare il turno bisognerà fare dei gol. Conosciamo la forza del Borussia, ha qualità e sa mettere pressione, per questo dobbiamo giocare bene tecnicamente e andare a colpire dove loro sono più deboli. Sono contento delle parole del presidente Agnelli, una partita non può pregiudicare una stagione. Vuole dire che finora abbiamo lavorato tutti bene, ora siamo alla stretta finale. Vogliamo e dobbiamo andare avanti in Champions. Per vincere il campionato mancano ancora 6 vittorie, possiamo ancora ribaltare il risultato in Coppa Italia con la Fiorentina e andare in finale. Dobbiamo essere bravi a vincere lo scudetto ma soprattutto a passare il turno domani sera. In 100 minuti ci giochiamo il passaggio del turno e fino alla fine sarà tutto aperto”.

A TRE O QUATTRO? — Senza Pirlo, ancora k.o., in cabina di regia ci sarà Marchisio. In attacco Tevez con Morata (favorito su Llorente), il vero dubbio riguarda il modulo: difesa a tre con Barzagli, oppure 4-3-1-2 con Pereyra trequartista? Allegri non scioglie le riserve: “Deciderò solo domani mattina se giocare a tre o a quattro. Le condizioni di Barzagli sono ottime, a Palermo ha fatto una buona partita. Giocare la gara di ritorno a Dortmund non è uno svantaggio, abbiamo vinto 2-1 all’andata, conosciamo le difficoltà della partita ma anche per il Borussia sarà lo stesso. Troppi falli all’andata? E’ stata una gara ben arbitrata”.
QUANTI RICORDI — Gigi Buffon torna a Dortmund sempre con piacere: qui giocò l’epica semifinale del Mondiale 2006. Come dimenticarla? “Qui non sono mai gare banali. Giocare in un tempio simile dove sei stato protagonista insieme ad altri compagni è qualcosa che entusiasma ed emoziona sempre. In questo stadio il pubblico vive con trepidazione tutta la partita, può essere un’arma in più per chi gioca in casa ma può stimolare anche chi è ospite”.
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