Allarme Rosso per il Basket Italiano

Basket

In una delle più accreditate Case del Calcio non è facile parlare e scrivere qualcosa su un altro sport ma penso sia necessario levare la voce e portare a conoscenza la comunità su quello che succede anche negli altri sport che non hanno e non cercano quella cassa di risonanza necessaria per favorire la crescita di un movimento sportivo.

Il Basket o per dir meglio la Pallacanestro è un movimento che oggi purtroppo non è seguito e divulgato come si dovrebbe essendo il secondo sport italiano per tesserati e notorietà. Anche il Basket paga il momento critico del Paese e versa in una vera e forte crisi di risultati ,programmazione e visibilità. Il Calcio ha saputo, attraverso abili dirigenti, catturare l’interesse della Televisione ed oggi la fonte principale d’entrata, per le società professionistiche di calcio, sono proprio i diritti televisivi La Pallacanestro non tira e quindi Tivù e Radio hanno messo questo sport nel dimenticatoi. Forse la colpa non è solo dei dirigenti Televisivi e Radiofonici . I nostri dirigenti non hanno saputo vendere come si conviene il prodotto basket e troppe volte hanno sottovalutato l’importanza della visibilità pensando che i problemi si sarebbero risolti per “grazia ricevuta”.

Ne Federazione ne Società Professionistiche hanno intuito l’importanza che hanno i mezzi d’informazione e che utilizzo se ne possa fare per accrescere interesse verso lo sport che pratichiamo. Sono anni che siamo in crisi, scompaiono importanti Società e tante piccole Società di Provincia, abbandonano Sponsor tradizionali e di levatura mondiale, riforme che tardano ad arrivare, mancanza di progettualità per i settori giovanili, introduzione di regole che danneggiano la crescita dei giovani e premiano in denaro solo alcune società e la Federazione stessa che non ricicla come si dovrebbe il denaro che annualmente incassa dai premi NAS. Il bicchiere è quasi colmo molte sono le problematiche che tutti hanno sotto gli occhi ma nessuno Federazione compresa cercano realmente di trovare soluzioni che possano ridare vigore, certezze e futuribilità a questo emozionante ed unico sport. Non vorrei parlare di scuola e di società di base perché sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Questi due argomenti vengono affrontati solo nel periodo delle Elezioni poi si nomina qualche Amico responsabile che riempie una sedia e basta. Siamo sicuri che i dati di crescita di numero di tesserati e di società affiliate che vengono comunicati siano realmente veri? Le società dilettantistiche sono la linfa del movimento eppure l’unica cosa che si fa per quello che dovrebbe essere il motore trainante del movimento è solo quello di rendergli la vita sempre più difficile sia economicamente che a livello di programmazione. La FIP come i Comitati Regionali dovrebbero essere delle Agenzie di Servizio per le loro affiliate e per i loro tesserati invece si toglie ai Poveri per dare ai ricchi e agiscono e si comportano come le loro affiliate pensando troppo ai risultati sportivi e poco alla vera crescita del movimento. Cosa ci può interessare nel leggere bilanci stratosferici di FIP e Comitati, cosa ci può interessare di acquisti di sede per chi ci governa, cosa può interessarci riguardo le notevoli spese per il rilancio delle Nazionali se la base dove dovrebbero essere costruiti i prossimi campioni azzurri è lasciata in balia delle onde. La mancanza di Idee e forse di uomini giusti ne posti giusti è il vero male dal quale non riusciamo a guarire. Mi aspetto che presto si esca dall’equivoco del professionismo perché non siamo ancora pronti in nessun campo ad affrontare le problematiche che comporta il far parte di un mondo professionistico. Il movimento non regge la miriadi di campionati che la FIP e le Leghe chiedono non abbiamo mezzi economici, strutture e materiale umano per dare spazio ai tanti troppi campionati che si svolgono in Italia. I buoni giocatori Italiani scarseggiano e nei primi tre campionati italiani si fa ricorso a piene mani a giocatori stranieri, comunitari, passaportati. E’ inutile lamentarsi nel vedere in campo 10 giocatori stranieri e nessun italiano occorre fare qualcosa che permetta la costruzione di giocatori italiani di livello, occorre incentivare la base con mezzi economici e strutturali. E’ dalla fatidica medaglia di Atene che si levano voci inascoltate sulla penuria di giovani buoni giocatori italiani. Inoltre mi sembra assurdo che proprio la FIP muova critiche alle società sull’impiego degli stranieri, ci siamo scordati chi ultimamente ha vestito la maglia azzurra? L’unica cosa che forse nel nostro movimento abbiamo ad un ottimo livello sono i Tecnici , non lo dico perché ne faccio parte, ma perché è sotto gli occhi di tutti che gli allenatori italiani dove vanno non sfigurano anzi vincono e lasciano un segno tangibile delle loro capacità. Eppure questa che dovrebbe essere una vera e propria categoria è spesso in balia di rampanti dirigenti che allestiscono squadre che non hanno ne capo ne coda.

Ho paura che non sarà facile uscire da queste sabbie mobili e non credo che l’unica medicina possibile siano i risultati vincenti della nostra nazionale maggiore. Occorre secondo il mio modesto parere azzerare alcune situazioni convocare un Assemblea degli Stati Generali del Basket Italico e insieme seduti intorno ad un tavolo, dove non alloggia nessun pregiudizio, scrivere nuove regole che abbiano a cuore il movimento intero e non solo qualche settore dello stesso.

Maurizio Polidori