Allarme Isis, dall’Italia 48 jihadisti

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Misure di prevenzione fino al ritiro del passaporto per l’aspirante miliziano jihadista che dall’Italia vuole unirsi all’Isis e successivamente fare ritorno; introduzione nel Codice penale di un nuovo reato, che consenta di punire fino a 15 anni di carcere non solo il reclutatore di terroristi ma anche «il lupo solitario» assoldato e non appartenente ad alcuna associazione di stampo terroristico. La stretta voluta dal Viminale per far fronte al pericolo dei foreign fighters legati all’Italia – 48 secondo l’Ucigos – è quasi pronta e, forse già la prossima settimana, andrà in Consiglio dei ministri. Al ministero dell’Interno auspicano un decreto legge e, se così fosse, sarebbe una novità perché raramente (o quasi mai) il Quirinale ha concesso il nullaosta alla deliberazione d’urgenza in materia penale. I tecnici si incontreranno in settimana per mettere a punto i dettagli delle nuove misure per contrastare i terroristi della bandiera nera.
I CONTROLLI
Si tratterà di «norme molto severe», annuncia il ministro Alfano da Bruxelles. Una, «riguarda uno stretto controllo di polizia su soggetti che possono essere considerati a rischio», specificando meglio misure preventive oggi previste dal Codice antimafia: dall’obbligo di firma fino al ritiro del passaporto. In secondo luogo – aggiunge – si tratta di «colmare la lacuna normativa che rende molto difficile punire chi voglia andare a combattere all’estero, pur non essendo il reclutatore». Il capo del Viminale ricorda anche che il livello di allerta nel nostro Paese «è elevatissimo» già da mesi e che «è riunito in seduta permanente il Comitato di analisi strategica» proprio per non trascurare alcun segnale. Nel frattempo, ieri, all’Aquila, dove si è svolta un’esercitazione antiterrorismo, ed è stato simulato un blitz all’interno del Forte spagnolo cinquecentesco del capoluogo abruzzese, il comandante dei Nocs, Andrea Mainardi, ha sottolineato che «l’allerta contro la minaccia del terrorismo e della criminalità organizzata è alta, e che la guardia non deve mai essere abbassata».
I JIHADISTI
Mentre dall’Ucigos è arrivata la conferma che sono circa 48 i jihadisti che hanno lasciato l’Italia e sono rientrati in Siria e in Iraq, alcuni anche per combattere contro l’Occidente. L’Antiterrorismo del nostro paese continua a seguire le loro tracce. Di questi si sa che soltanto due sono italiani, o meglio, uno: Giuliano Ibrahim Del Nevo, convertito all’Islam e morto in guerra. E un magrebino naturalizzato in Italia, del quale non si hanno notizie da tempo. In questo elenco di “pericolosi”, una decina sarebbero morti a fianco delle organizzazioni terroriste, altri 3 o quattro, sono invece rientrati e vengono costantemente monitorati per evitare che facciano proselitismo.

Il Messaggero