Alitalia, trovato l’accordo con le Poste. Verso l’aumento da 300 milioni di euro

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Risolto il nodo Poste, Alitalia vede più vicino l’atterraggio di Etihad. Nelle prossime ore la compagnia invierà ad Abu Dhabi la risposta alle richieste formulate ieri nella lettera-ultimatum del ceo James Hogan.

Per sbloccare la situazione, dopo l’impasse dei giorni scorsi (per le condizioni di Poste che hanno fatto indispettire gli altri soci), è dovuto scendere in campo il Governo: la quadra è stata trovata nella soluzione della mid-co in cui Poste investirà 65-70 milioni; mentre l’aumento di capitale potrebbe salire fino a 300 milioni. Un nuovo cda dovrebbe essere convocato a breve, probabilmente venerdì, per varare il nuovo impegno, che dovrà passare anche al vaglio dell’assemblea: quindi la firma del pre-accordo non arriverà prima della prossima settimana.

La bacchettata arrivata ieri da Hogan, che ha chiesto risposte sui nodi ancora aperti e ricordato la deadline del 31 luglio, ha spinto il Governo ad intervenire per tentare una mediazione in extremis. In mattinata è stato convocato un vertice a Palazzo Chigi: intorno allo stesso tavolo azienda, soci e banche (Caio di Poste, il cfo di Atlantia, e collegati in conference call Unicredit e Intesa) e, per l’esecutivo, il sottosegretario Graziano Delrio, il ministro dei trasporti Maurizio Lupi e per il Tesoro Fabrizio Pagani. Dopo circa un’ora e mezza la fumata bianca, riassunta così in una nota di Palazzo Chigi: «Si è trattato di un incontro proficuo, che consentirà in brevissimo tempo ad Alitalia di formulare una risposta all’ultima lettera di Etihad, in modo da giungere al più presto ad un esito positivo».

La soluzione trovata, che l’a.d. della compagnia, Gabriele Del Torchio, sta mettendo in queste ore nero su bianco nella risposta per Etihad, prevede: l’impegno di Poste ad investire 65-70 milioni nella mid-co, una società intermedia tra la old Alitalia e la nuova compagnia; inoltre, per far fronte alle esigenze di liquidità, l’aumento di capitale da 250 milioni varato venerdì scorso dovrebbe essere portato fino a 300 milioni. Poste si dice «soddisfatta», soprattutto per il fatto che il Governo ha condiviso la propria posizione sulla mid-co e si augura che ora che si arrivi al più presto alla firma dell’accordo con Etihad, per poter mettere in pratica le sinergie già individuate nei giorni scorsi tra Hogan e Caio.

Ora si tratta di capire se la soluzione della mid-co andrà bene anche ad Etihad. Non a caso, gli altri soci, secondo quanto si apprende da fonti finanziarie, si sarebbero detti d’accordo a procedere con la mid-co, ma chiedendo a Poste di impegnarsi, nel caso in cui per motivi fiscali o tecnici ad Etihad questa soluzione non dovesse andare bene, a tornare al vecchio schema, investendo quindi nella old company. In tutto questo, intanto, il nodo sindacale è passato in secondo piano. I sindacati al momento rimangono sulle loro posizioni (con la Uil che ribadisce la propria richiesta di spalmare i tagli al costo del lavoro su 12 mesi) e attendono una convocazione.

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