Alitalia-Etihad decolla Del Torchio: decisiva l’intesa con i sindacati

ALITALIA, AVANTI CON ETIHAD, LUPI SPERO INTESA IN SETTIMANA

Il day after per Alitalia-Etihad – incassati il via libera dei sindacati e la soddisfazione di governo e compagnia – ruota intorno allo strappo della Cgil. Non tanto per le conseguenze pratiche – l’accordo siglato da Cisl, Uil, Ugl e dalle altre organizzazioni (Anpac, Anav e Avia) rappresenta oltre il 70% dei lavoratori – ma per la valenza politica della scelta. Che pone ancora una volta il sindacato guidato dalla Camusso in una posizione di isolamento.
All’intesa, certamente sofferta nonostante la riduzione in extremis degli esuberi, non c’erano alternative reali. La soluzione finale prevede infatti che 616 dipendenti rimarranno in azienda, 681 saranno esternalizzati, mentre per 954 scatterà il nuovo paracadute messo a punto da governo e Regione Lazio che punta a ricollocare, attraverso un nuovo strumento normativo, gli esuberi considerati strutturali.
Una iniziativa che non convince la Cgil che difficilmente farà quindi dietrofront.
I DETTAGLI

I 954 lavoratori in mobilità finiranno, come dice il piano Etihad, in una società ad hoc diversa, separata rispetto ad Alitalia-Etihad, che avrà complessivamente 11.036 dipendenti. Un nuovo contenitore – è scritto nel verbale – in cui saranno piazzati i dipendenti in sovrapiù che non potranno fare causa, ma saranno ripescati qualora fossero necessarie nuove assunzioni. Nel verbale d’accordo è poi scritto che 250 assistenti di volo saranno gestiti con il contratto di solidarietà, mentre 200 tra i dipendenti del personale di terra verranno riqualificati e manterranno il posto (addetto di scalo e agente di rampa). La riqualificazione potrà prevedere anche un inquadramento inferiore fino a tre livelli rispetto a quello di provenienza. Per 86 dipendenti arriverà invece l’agognata pensione mentre circa 76 hanno deciso di lasciare volontariamente l’azienda. Per chi lascia ci sarà un incentivo di 10 mila euro. In questo modo gli esuberi «veri» si attestano a quota 1.635 dai 2.251 originariamente fissati. Una parte usufruirà dei nuovi contratti di ricollocamento, un’altra (681) potrà essere assorbita dalle aziende che orbitano intorno ad Alitalia, da Adr ad Atitech. Etihad invece assumerà 100 piloti-comandanti e 100 tecnici che andranno a lavorare ad Abu Dhabi. La selezione scatterà subito e per chi accetterà il trasferimento in vista incentivi e indennità (alloggio e assicurazione). 
AZIENDA SODDISFATTA

Del Torchio rivendica tutta l’importanza dell’accordo raggiunto. «È un passo decisivo – spiega – che ci porterà alla definizione dell’alleanza con Etihad». Tutto questo «favorirà lo sviluppo della compagnia, del trasporto aereo nazionale e, soprattutto, del sistema turistico e produttivo del nostro Paese». Oggi intanto ci sarà l’atteso incontro tra Alitalia e banche per trovare la quadratura del cerchio sul debito, poi martedì summit con i sindacati per il contratto e la riduzione del costo del lavoro, quindi, spera Del Torchio, il vertice con James Hogan per brindare alle nozze.

Il Messaggero