Alfano: «Piano speciale per la sicurezza a Roma»

ANGELINO ALFANO 1

«Roma è la vetrina del nostro Paese. Dobbiamo ripulirla da spacciatori e delinquenti e la città deve tornare ad essere pulita e non in mano, anche nelle zone centrali, al commercio abusivo e al degrado urbano». Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, lancia l’emergenza Roma e annuncia un piano speciale per la Capitale.
Di mese in mese i romani hanno la percezione di una deriva senza fine: regolamenti di conti tra bande in periferia, sparatorie in pieno giorno, Sabato Santo un rapinatore freddato in strada. Cosa sta succedendo, ministro? 
«È una situazione che nasce anche dalla crisi economica, ma così non si può andare avanti ed è il motivo per cui ho pronto un piano speciale per Roma contro lo spaccio, la prostituzione minorile, l’abusivismo commerciale e un intervento con restrizioni più precise per quel che riguarda l’uso del centro storico per le manifestazioni».
Sono anni che i romani si sentono dire che le manifestazioni verranno portate in periferia ma finora non se n’è fatto niente. Perché stavolta dovrebbe essere diverso?
«Da quando sono ministro, sono stato in allarme per ben tre volte per tutta una serie di informative che dicevano tutte la stessa cosa. E cioè che una manifestazione avrebbe potuto degenerare nel saccheggio della città. Se il tema è una protesta contro l’austerity o contro la precarietà, ci mancherebbe altro: ognuno ha diritto di dire la sua. Se però diventa la scusa per mettere a ferro e fuoco la città, allora è ben’altra cosa. E noi non possiamo consentire di rovinare una città per i cittadini romani, per il mondo che la guarda, per i turisti che vengono ad ammirarla».
Un altro aspetto, forse meno eclatante ma che i romani sentono particolarmente, è il caos, soprattutto serale. Anche su questo aspetto il suo piano per Roma interverrà direttamente?
«Assolutamente. E’ la questione più ampia del decoro urbano. Sulla cosiddetta movida attiveremo dei controlli rigidi. Anche qui: un conto è divertirsi, altro conto sfasciare tutto e impedire ai romani di vivere la notte della propria città. Un altro punto-chiave sarà rafforzare i sistemi di videosorveglianza e bisogna farlo d’intesa con le associazioni di categoria: mi ha fatto molto piacere il consenso delle associazioni del commercio e della moda alle mie dichiarazioni dei giorni scorsi».
Perché un piano specifico proprio per la Capitale, ministro?
«Il concetto di sicurezza diventa sempre di più un concetto applicato al territorio e non generico, valido da Trento a Lampedusa. Roma sta manifestando sempre più la sua specificità. Non possiamo accettare che la nostra Capitale diventi lo sfogatoio di tutte le proteste nazionali. E non possiamo neanche consentire che le splendide notti romane diventino scenario di violenze né, e torno ai cortei, che i turisti debbano restare chiusi in camera a vedere dai balconi le violenze in strada».
Tra i punti del piano lei ha messo al primo posto il contrasto allo spaccio. Come?
«Non voglio mai più vedere spacciatori davanti alle scuole dei bambini. Chiameremo i genitori ad una collaborazione per individuare più rapidamente le situazioni di rischio e la possibile immediata identificazione dello spacciatore. Ma dobbiamo anche dare loro la possibilità di farlo, rapidamente e non esponendo né loro né il loro bambino».
Come si sostanzierà il piano? Un decreto legge o cos’altro?
«Ciascuna azione nascerà sulla base di quello che serve, investiremo le nostre migliori risorse».
Come si concilia tutto questo con la recente riorganizzazione dei commissariati che tante polemiche proprio a Roma ha suscitato?
«Sono molto contento dell’esito del Cdm sui tagli perché non c’è stato nessun taglio sulla sicurezza, a conferma di quanto andavo dicendo da tempo. Per quanto riguarda la riorganizzazione dei presìdi, non un poliziotto in meno per strada a Roma, se possibile anzi faremo di più».
Quando l’altro giorno lei ha convocato una conferenza stampa per annunciare l’intenzione di chiudere il centro alle manifestazioni violente, il sindaco Marino ha commentato: «Io ho altre preoccupazioni». Come risponde?
«Non so proprio a cosa si riferisca. Come vede io qui sto parlando di cortei ma anche di spaccio, di abusivismo commerciale, di movida, di prostituzione minorile… Serve accendere sulla nostra Capitale un riflettore grande e non spegnerlo più. Per questo nei prossimi giorni presenterò questo piano speciale per la città».
Se si è arrivati al punto che serve addirittura un piano speciale per assicurare sicurezza e decoro, di chi è la responsabilità per questa deriva? Del Campidoglio o di chi altro?
«Ciascuno può dare il proprio giudizio, io non sono qui per attaccare nessuno ma per dare una risposta. Sia in termini di presenza di forze dell’ordine sul territorio che di monitoraggio e prevenzione che di maggiore organizzazione per rispondere alle emergenze».
A proposito di emergenze. Proprio oggi c’è un nuovo caso sbarchi di clandestini. Lega e Forza Italia chiedono di sospendere l’operazione Mare Nostrum. Cosa risponde il governo?
«Mare Nostrum è un’operazione a tempo e l’Italia non può certo sostenerla a lungo. Dobbiamo proteggere la frontiera ed è per questo che chiederemo che Frontex, che oggi ha una sede a Varsavia, abbia una sede anche in Italia: oggi la frontiera più esposta è quella mediterranea. Non consentiremo che le navi della nostra Marina divengano un traghetto tra la Libia e la Sicilia. I due terzi di coloro che arrivano non sono più migranti economici ma richiedenti asilo: lavoreremo per dare loro immediata risposta, o sì o no. Quelli che non hanno diritto all’asilo li rispediremo rapidamente indietro. Quelli che invece hanno diritto alla protezione internazionale, coloro che invece, e sono la maggior parte, non vogliono fermarsi in Italia e hanno i titoli per ottenere asilo, li accolga l’Europa».
La sicurezza sarà dunque un tema centrale della campagna elettorale per le europee?
«Per quanto ci riguarda sì. Il Ncd sarà in prima linea nel chiedere all’Europa di difendere la frontiera del Mediterraneo e di aprire in Italia una sede del Frontex. E nell’assicurare che non c’è nessun taglio sulla sicurezza, al contrario c’è un grande investimento: il 2014 ha visto 700 milioni di dotazioni aggiuntive rispetto all’anno precedente».
Lo slogan elettorale del Ncd è «In Europa prima l’Italia». Che vuol dire concretamente?
«Vuol dire che l’Ue così com’è non ci piace, ma uscirne sarebbe un danno economico per il nostro Paese. Dunque siano qui per cambiarla e per tagliare tutta una serie di spese inutili. In piena austerity che ci teniamo a fare ancora due sedi dell’Europarlamento? Un costo insopportabile, oltre a un bel record dell’assurdo se pensiamo che in Europa neppure vige il bicameralismo…».
Da ultimo, ministro, si è parlato nei giorni scorsi di una protesta interna al Ncd e di una lettera in cui i senatori la accuserebbero di eccesso di verticismo. Poi si è detto che questa lettera nemmeno esisterebbe… Ci spiega come stanno davvero le cose?
«Non mi è mai arrivato nulla. C’è un ovvio tentativo da parte di Forza Italia di destabilizzarci proprio quando siamo in procinto di dimostrare che il futuro del centrodestra siamo noi. Un partito che non si sta rivelando buono per la maggioranza di cambiamento nella quale noi siamo protagonisti, ma che non è neanche leader dell’opposizione oggi capitanata da Grillo. Un partito né carne né pesce».

Il Messaggero