Alemanno e Meloni da Le Pen: fronte comune contro l’euro

GIORGIA MELONI

ROMA «Non ci sono più destra e sinistra, ma solo alto e basso», scandiva Marine Le Pen convincendo un bel po’ di francesi. Slogan che piace moltissimo a Gianni Alemanno e a Giorgia Meloni, che ieri hanno incontrato la leader del Front national per concertare la battaglia comune per uscire dall’euro. «Se ce la facciamo con molti altri Paesi, altrimenti noi italiani siamo pronti a fare da battistrada», annuncia l’ex sindaco di Roma, che insiste a dire che «il fiscal compact rischia davvero di far saltare la nostra economia, malgrado i pesantissimi sacrifici a cui ci stiamo sottoponendo». E la Meloni, che rifiuta l’etichetta di populista antieuropea «perché io ho sempre creduto in un’Europa dei popoli, solidale, che valorizzi le identità e i valori nazionali. Con questa Europa che fa macelleria sociale per favorire la grande finanza e le banche invece noi di Fratelli d’Italia-An non abbiamo niente a che spartire».

LA GIORNATA
Con la Le Pen, raccontano i due, «l’incontro è stato molto positivo». «Mi ha colpito la sua semplicità. E’ molto disponibile, aperta, molto diversa da come viene dipinta dai suoi avversari», racconta Alemanno, che il 13 aprile spiegherà con un team di esperti in quale modo si potrà uscire dall’euro. Il prossimo appuntamento con la leader del Front national sarà dopo le elezioni europee. Alle quali, per inciso, Fratelli d’Italia parteciperà in tutte le circoscrizioni, capolista Giorgia Meloni, mentre Alemanno si candiderà al Sud. Parola d’ordine, lotta alle burocrazie e alle tecnocrazie, revisione dei trattati fatti a misura della Germania e, alla fine, anche la revisione del sistema della moneta unica europea.
Durante gli incontri di ieri a Bruxelles, non solo con la Le Pen, ma anche con i Conservatori europei, ai quali aderisce anche il partito del britannico Cameron, si è parlato anche della confluenza nel Parlamento di Strasburgo in un unico gruppo dei cosiddetti euroscettici. Per ora, Fratelli d’Italia ha detto addio al Ppe «che si fa guidare solo dalla signora Merkel», accusa la Meloni, secondo la quale «i Conservatori e la Le Pen sono le forze che non si sono piegate ai ricatti dei grandi partiti. Noi vogliamo fare un’alleanza nel prossimo Parlamento con chi difende un nuovo bipolarismo, tra chi fa gli interessi dei poteri forti e chi difende gli interessi dei cittadini». Ecco, dunque, l’alto, la finanza internazionale, e il basso, i bisogni dei popoli.

LA COMPETITION
Una buona occasione per consentire alla Meloni di rivendicare «il voto utile» a Fratelli d’Italia per le Europee. «Ci sono altri partiti del centro destra italiano che alzano la voce contro questa Europa, a trazione tedesca, ma poi stando nel Ppe fanno ogni giorno gli interessi della Germania». Forza Italia e il Nuovo centrodestra sono avvisati.

IL MESSAGGERO