Al via i saldi, ma 4 commercianti su 5 chiedono lo slittamento a fine gennaio

SALDI

Ogni famiglia spenderà in media 346 euro, il 3% in più rispetto all’anno scorso. Queste sono le stime dell’Ufficio studi di Confcommercio, in occasione dei saldi invernali, al via da domani in Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’Aosta e il 5 gennaio in tutte le altre Regioni. Aumenta leggermente la percentuale delle imprese che si attendono un aumento delle visite in occasione dei saldi di gennaio 2016. La stragrande maggioranza delle imprese è contraria alla liberalizzazione dei saldi e delle vendite promozionali. Quasi il 73% delle imprese ritiene che le promozioni libere prima dei saldi danneggerebbero le vendite del mese di dicembre. Quasi quattro imprese del commercio al dettaglio su cinque si dichiarano d’accordo con la proposta di posticipare la data di avvio dei saldi invernali alla fine di gennaio. “I saldi sono occasioni importanti per i consumatori a caccia dell’affare – commenta Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio -. Per gli operatori commerciali sono fondamentali più per dare continuità a quei piccoli – quasi impercettibili – segnali di ripresa, che per le loro casse. Con questo tipo di vendita, aumentano i ricavi, ma diminuiscono i margini. Le nostre stime sulle vendite in saldo prevedono una crescita media del 3%. Servono ora segnali forti e politiche di sostegno e rilancio dei consumi nei negozi che stanno abbandonando le vie dei nostri centri. Il clima è diventato sempre più mite dal punto di vista metereologico, ma non così clemente nei confronti degli operatori commerciali che hanno visto ridurre fortemente le vendite di capi più pesanti e di calzature ed accessori di stagione. Anche per questo siamo sempre più determinati a chiedere lo spostamento dei prossimi saldi ad effettiva fine stagione, almeno a fine gennaio, scelta confermata da circa l’80% delle aziende del settore”.

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