Al Bayern Monaco basta Müller: Cska Mosca k.o. su rigore

Thomas Müller
Dopo il City, il Cska. Stesso risultato (1-0), altri tre punti, mezza qualificazione in tasca e meglio non farsi troppe domande. Perché non è un Bayern indimenticabile quello che si impone nel freddo di Mosca e quasi a porte chiuse per squalifica (in realtà mezza tribuna è piena di gente, troppa forse, mentre il grosso dei tifosi è rimasto fuori a urlare cori per quasi tutta la gara). Basta il gol di Muller, su rigore, al 22’ del primo tempo (Fernandes atterra Gotze in area) per liquidare la pratica. Da possesso palla e occasioni sembrerebbe una passeggiata, ma non è così: il Bayern è poco incisivo, non forza mai, spera che il Cska si scopra ma non accade, e Musa lo mette in pericolo in almeno un paio di contropiede nei quali Benatia non si mostra impermeabile.
MULLER DI RIGORE — Malgrado le barricate, il Cska resta sempre in partita. Nel primo tempo si schiera su due linee cortissime, 5+4, davanti ad Akinfeev molto concentrato rispetto al passato, lasciando avanti (si fa per dire) Musa stretto tra Benatia e Dante. La lezione dell’Olimpico, dove gli spazi per la Roma si aprivano che era un piacere, è servita. Contro la doppia barriera russa il Bayern però non trova mai la chiave per sfondare. La palla circola che è un piacere, i recuperi sono sulla trequarti, ma tutto da fuori: Gotze, liberato da Bernat, può concludere da posizione ideale, ma sparacchia in alto. Per fortuna di Guardiola ci pensa Fernandes ad agganciare Gotze in area: rigore al 22’, Muller non perdona, 22° centro in Champions. Altre occasioni per Robben (da fuori), Lewandowski (di testa) e ancora Gotze.
CHE MUSA — Ma il Cska non crolla come si potrebbe immaginare: invece si allunga e riparte. Trovando un Bayern stranamente distratto, soprattutto Benatia che si fa sfuggire Musa: solo che in porta c’è il fenomeno Neuer a respingere, e poi Milanov tira alto al 37’. E’ il miglior momento dei russi che quattro minuti dopo colpiscono lo spigolo della traversa con Eremenko, bravo per un tempo poi col fiatone. Guardiola fa girare i suoi che cambiano mille posizioni e si schiacciano in cinque, anche in sei, al limite dell’area, ma niente. E il copione si ripete nella ripresa con Musa che si fa deviare da Alaba il pallone colpito a botta sicura. Certo, Bernat, Alaba e Gotze mettono pressione, ma l’occasione più bella capita al neoentrato Shaqiri, stoppato in angolo da Akinfeev al 41’, dopo che il Bayern è passato al 4-2-3-1 e il Cska al 5-3-2. A Slutski il colpaccio in contropiede non riesce: forse era il caso di tentare qualcosa di più, ma il Bayern, è chiaro, faceva proprio paura.
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