Agnelli: «Pogba incedibile? Nel calcio niente di assoluto»

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E tre, come le stelle. Dopo Buffon e Chiellini, che hanno rinnovato la loro promessa di matrimonio bianconera lo scorso novembre, tocca al terzo totem juventino: Claudio Marchisio, il Principino cresciuto a pane e Juve fin dai tempi del vivaio. La storia è iniziata 22 anni fa, proseguirà almeno fino al 2019. Marchisio e Andrea Agnelli, insieme allo Stadium, raccontano ricordi e, soprattutto, ambizioni future. Ma prima una premessa, da parte del presidente Agnelli. «Questa è una giornata ricca di annunci ufficiali. Da pochi minuti Andrea Pirlo è stato trasferito a New York dopo 4 anni indimenticabili. Lui sa che qui a Torino lui sarà sempre a casa. L’altro elemento è di cronaca: poco fa Allegri ha rinnovato per un anno di più: abbiamo una guida decisa a fare altrettanto bene, nei prossimi due anni». Poi il tema di giornata: «Claudio è già “da museo”, è nell’olimpo dei nostri grandissimi. Ma lui è anche il punto di contatto tra la Juve di ieri, di oggi e di domani. Già prima era considerato un senatore, ma con un rinnovo per i prossimi cinque anni, beh… Questo è un grande onore, ma implica anche grandi responsabilità. Marotta e Paratici hanno ringiovanito l’organico: Morata, Pereyra, Sturaro, Dybala… Dunque il ruolo di Marchisio e degli altri senatori sarà fondamentale per spiegare agli altri cosa significa la Juventus».

TAVECCHIO – Il presidente Agnelli rintuzza Tavecchio: «Vuol chiudere il caso Calciopoli prima dell’inizio del campionato? Beh, lui lo vuol sempre chiudere… Ma noi prima aspettiamo le motivazioni del terzo grado, poi vedremo. Siamo disponibili al dialogo, ma non flessibili».

SU POGBA – Ed è sibillino su Pogba: «Incedibile? Fino al 1° settembre nessuno è incedibile, ricordo cosa accadde con Vieri. Infine la 10: «Assegnarla, sarebbe importante per questioni commerciali. Ma serve un fuoriclasse con determinate caratteristiche, altrimenti non la assegneremo e non ne faremo comunque un dramma».

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