Aggressioni con l’acido a Milano, i giudici su Boettcher: “Non si è pentito, non merita attenutati”

Nella foto distribuita dalla Polizia di Stato, Alexander Boettcher e Martina Levato, arrestati per aver aggredito con l'acido un 22enne a Milano, 29 dicembre 2014. ANSA/ POLIZIA DI STATO +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++.

Alex Boettcher e Martina Levato erano legati “da un torbida e difficilmente decifrabile relazione sentimentale per quanto di sentimenti si possa parlare” e il loro rapporto, dapprima “basato sul sesso senza nessun coinvolgimento emotivo”, nell’arco di un anno ha subito un “cambio qualitativo” che ha portato alle aggressioni con l’acido. Boettcher non ha manifestato alcun “sintomo di pentimento e di rivisitazione critica dei propri comportamenti”, per questo è stato condannato alla pena massima.

Lo hanno scritto i giudici della undicesima sezione penale del tribunale di Milano in un passaggio delle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 30 marzo hanno condannato il broker a 23 anni di carcere per l’aggressione a Stefano Savi sfigurato per uno scambio di persona il 2 novembre 2014, e per il tentato blitz contro Giuliano Carparelli, il vero obiettivo. Il broker era già stato condannato con rito abbreviato a 14 anni per l’aggressione a Pietro Barbini.

Il Tribunale, si legge nelle 250 pagine depositate stamani, ha ravvisato in Boettcher anche, in generale, il “difetto di qualunque positivo elemento”. Per il collegio “i fatti si collocano in una posizione apicale sia per la gravità oggettiva delle condotte e per le conseguenze, sia per l’intensità massima dell’elemento soggettivo del dolo” e per tanto ha ritenuto “adeguata la pena sui valori massimi”.

Nelle motivazioni i giudici affrontano il legame tra i due giovani, definendo la loro una “torbida e difficilmente decifrabile relazione sentimentale per quanto di sentimenti si possa parlare”. Un rapporto, ricostruisce il tribunale, basato sul sesso senza nessun coinvolgimento emotivo, ma che nell’arco di un anno registra un “cambio qualitativo”
dopo che la ragazza ‘confessa’ di avere altre relazioni anche occasionali. Più volte la Levato dichiara – ricordano i giudici – di aver agito per “salvaguardare la relazione con il Boettcher, spiegando di aver gettato l’acido perché “solo gesti eclatanti l’avrebbero riscattata agli occhi dell’uomo”. Nella sentenza, inoltre, i giudici precisano che Stefano Savi è stato aggredito per un “errore di persona”.

La Repubblica