Aereo Metrojet, intercettazioni confermerebbero la pista della bomba Is

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Sono state le informazioni raccolte dall’intelligence britannica e da quella statunitense nelle comunicazioni web tra membri di Is tra Siria ed Egitto a convincere i due governi che a uccidere le 224 persone a bordo dell’Airbus A321 russo della Metrojet sia stata una bomba messa dallo Stato islamico. Ordigno o portato a bordo da un passeggero o, ipotesi ritenuta più probabile, nascosta in un bagaglio fatto salire sul velivolo probabilmente a causa degli scarsi controlli nello scalo (ieri il responsabile dell’aeroporto è stato all’improvviso formalmente promosso ma e di fatto rimosso) con la complicità di un addetto alla sicurezza dell’aeroporto di Sharm el Sheikh, sulla cui validità Londra aveva sollevato dubbi dieci mesi fa.

E’ quanto rivelano, sembra citando le stesse fonti, i due più importanti quotidiani conservatori britannici, il Times ed il Daily Telegraph ed è questa anche la ragione per cui ai primi 4.000 su 20.000 britannici che oggi saranno ‘recuperati’ con 20 aerei passeggeri inviati oggi da Londra nel resort egiziano sarà consentito solo di portare con se bagaglio a mano.

Le altre valigie saranno imbarcate a parte su aerei cargo e sottoposti a controlli speciali. E’ stato mercoledì che in un’operazione congiunta gli 007 anglo-americani ricorrendo a satelliti spia, hanno intercettato comunicazioni elettroniche tra i jihadisti dei due Paesi. Subito dopo il premier David Cameron ha ordinato di bloccare tutti i voli in partenza da Sharm el Sheikh per il timore che quella contro il jet russo non fosse un’azione isolata ma facesse parte di un piano di Is più ampio. Stato islamico che per la prima volta sarebbe riuscita ad abbattere un aereo e a portare la sua minaccia ad un livello immensamente superiore.

Ieri, per la prima volta il presidente americano Obama è intervenuto sul disastro del Sinai: “Possibile che sia stata una bomba, ci vorrà del tempo per stabilirlo”. E’ troppo presto invece per attribuire al terrorismo la causa dello schianto dell’aereo passeggeri russo nel Sinai: il Cremlino non concorda con l’intelligence Usa e con il governo inglese. Il portavoce russo Dimitry Peskov sottolinea che si tratta di informazioni non verificate o congetture. Il premier russo, Dmitry Medvedev, ha comunque consigliato ulteriori misure di sicurezza nei Paesi dove volano aerei russi. Medvedev ha parlato nel corso di una riunione di governo e ha ordinato ai ministero dei Trasporti di considerare ulteriori misure di sicurezza da concordare con le authority per la sicurezza del volo di altri Paesi. “Non possiamo escludere nulla, compreso che si sia trattato di un atto terroristico”, ha commentato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest.

Anche Easyjet, Lufthansa, Olanda e Ucraina sospendono voli. L’Enac ha disposto che le compagnie aeree nazionali che hanno voli programmati in partenza da Sharm El Sheikh effettuino per proprio conto controlli di sicurezza aggiuntivi rispetto a quelli che vengono normalmente eseguiti presso l’Aeroporto di Sharm. Mentre non ci saranno più voli della compagnia Easyjet, Lufthansa, delle linee olandesi e ucraine da e per Sharm el-Sheik. Ieri Londra aveva deciso di sospendere “in via precauzionale” tutti voli tra il Regno Unito e la località turistica egiziana. Il ministro per l’Aviazione civile egiziano aveva affermato che nella giornata di oggi erano attesi 8 voli dall’Ucraina verso Sharm el-Sheikh.Il portavoce del ministero degli Esteri del Cairo, Ahmed Abu Zeid ha definito “unilaterale” la decisione della Gran Bretagna di sospendere i voli: “L’Egitto non è stato consultato malgrado i contatti ad alto livello tra i due Paesi poche ore prima che Londra prendesse tale decisione”, ha precisato il ministero. Infine il governo francese ha “sconsigliato” di andare a Sharm.

SCHEDA Le possibili cause della tragedia

Partiranno comunque oggi, come detto, dei voli verso Londra da Sharm el Sheikh, ma solo – almeno per ora – per avviare il rimpatrio dei circa 20.000 turisti rimasti bloccati ieri nel Sinai. Lo annunciano, riferisce la Bbc, la British Airways (2 voli per Londra), i low cost Monarch (5) e Easyjet (9) che prevede anche un volo Sharm-Milano. Anche Lufthansa organizzerà con il ministero degli Esteri tedesco il rimpatrio dei suoi clienti bloccati in Egitto. Sono circa 20.000 i turisti britannici bloccati nella località egiziana

Sono 180 i passeggeri che sarebbero dovuti rientrare nella serata di ieri a Malpensa, da Sharm El Sheikh con il volo di ritorno cancellato in partenza da Milano. La compagnia precisa che in collaborazione con il governo britannico sta mettendo a punto un piano di intervento per riportare in passeggeri in Italia. La Farnesina ha comunicato che i voli italiani non sono stati interrotti, e consiglia di leggere il sito ‘Viaggiare sicuri’, e di tenersi informati attraverso i tour operator per eventuali disagi e registrarsi sul sito www.dovesiamonelmondo.it”.

Stampa Londra accusa: “Poca sicurezza nello scalo”. La stampa britannica aveva ieri denunciato la mancanza di sicurezza allo scalo di Sharm el Sheikh a sostegno dell’ipotesi d’un ordigno. Ipotesi rilanciata su tutte le prime pagine dopo la decisione del governo di Londra, definita “senza precedenti”, di fermare i voli da e per Sharm. Il Mail parlava già di un probabile scambio di valigie alla partenza del volo russo eseguito da un dipendente complice o corrotto.

Revocato incarico a responsabile sicurezza aeroporto. Adbel-Wahab Ali, il responsabile della sicurezza dell’aeroporto di Sharm el-Sheikh, sarebbe stato licenziato. Lo hanno scritto alcuni media locali, anche se Adel Mahgoub, che presiede l’azienda di Stato che gestisce la sicurezza in tutti gli aeroporti egiziani, ha dato una versione in parte diversa. Secondo Mahgoub, citato dal britannico The Guardian, Ali sarebbe stato rimosso dall’incarico a Sharm el-Sheikh perché promosso al ruolo di suo vice. Il suo ruolo di responsabile della sicurezza a Sharm è stato assegnato a Emad el-Balasi, un ex pilota.

Ipotesi bomba Is sempre più forte. E la pista della bomba piazzata sul velivolo dallo Stato islamico si va rafforzando sempre di più: la Gran Bretagna è stata la prima a sostenere che esisteva una possibilità significativa che dietro lo schianto dell’aereo russo vi sia un gruppo terroristico affiliato all’Is che ha organizzato un attacco bomba a bordo: “Militanti Is hanno rivendicato la responsabilità per l’incidente aereo subito dopo lo schianto – ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico -. Abbiamo esaminato l’intero quadro di informazioni, e abbiamo concluso che c’è una significativa possibilità di un attacco dell’Is”.

Danneggiata una delle scatole nere. Una delle due scatole nere dell’Airbus precipitato sabato nel Sinai, quella che registra le voci nella cabina di pilotaggio, “era danneggiata”, tuttavia “è possibile decodificarla nel prossimo futuro”. Lo ha detto il capo dell’ente aeronautico russo, Aleksandr Neradko.

Airbus Metrojet superano controlli. I restanti jet A321 della Metrojet hanno superato i controlli di sicurezza a sorpresa previsti dall’agenzia dei trasporti russa e sono stati dichiarati idonei a volare. Lo ha annunciato la stessa società russa, Kogalymavia, i cui aerei volano con il marchio Metrojet. Dall’incidente aereo di sabato scorso nel Sinai, l’azienda aveva sospeso i voli dei quattro jet A321 restanti. Oggi Oksana Golovina della Thc Holding, società che possiede Kogalymavia, ha annunciato che l’agenzia di trasporti statale russa aveva concesso il permesso di volo a tre dei suoi A321. “Il terzo aereo ha superato i controlli alle 12.05 (ora di Mosca) – ha dichiarato Golovina – Il quarto è ora in fase di verifica tecnica a Istanbul e sarà controllato poco dopo il rientro in Russia”.

Egitto: “Sorpresi da parole di Cameron”. Il ministro egiziano degli Esteri, Sameh Shoukry, si è detto “alquanto sorpreso” dalle recenti dichiarazioni del premier britannico David Cameron, secondo il quale è stato un ordigno esplosivo a bordo a far precipitare l’aereo russo che sorvolava il Sinai. “Questa è materia di indagine – ha detto il ministro alla Cnn – e non bisognerebbe dare giudizi o prendere misure che possono avere un impatto”. Shoukry ha poi precisato che “l’impatto” a cui si riferiva riguarda “il grandissimo numero di egiziani che vivono di turismo”.

Allarme Maldive. Intanto c’è un’altra aerea che diventa a rischio per i turisti. La Farnesina invita gli italiani a “posticipare temporaneamente” i viaggi nella capitale delle Maldive e nelle isole dall’arcipelago che non ospitano resort turistici, dopo che ieri il presidente ha imposto lo stato d’emergenza nella nazione insulare nell’Oceano pacifico. Ieri “il presidente delle maldive ha dichiarato lo stato di emergenza in tutto il paese per 30 giorni, che può comportare limitazioni alle libertà di movimento e di riunione”, spiega il ministero degli esteri nel suo sito “viaggiare sicuri”.

La Repubblica