Aereo abbattuto, inchiesta Onu ma c’è già la contesa sulle scatole nere

Malaysia Airlines

MOSCA Lo scambio di accuse tra Mosca e Kiev è continuo. I contendenti portano da ore nuovi elementi per sostenere la tesi della colpevolezza dell’altro. Pesanti sono anche i termini semantici dello scontro. La parola “crimine” è la più abusata. Bisogna soprattutto convincere la propria opinione pubblica interna. Tutti, comunque, chiedono un’inchiesta obiettiva ed indipendente. 
TRE SCOPPI IN CIELO
«Ho sentito tre scoppi in cielo – ha detto una donna della zona in televisione –. Poi ho visto l’aereo civile cadere al suolo. In precedenza vicino a lui volava un caccia militare». È in sostanza uno scenario simile a quello di Ustica 1980? I dubbi sono non pochi. 
Le scatole nere già recuperate – oltre che ai tabulati degli aerei Awacs della Nato in volo su Polonia e Romania nonché i filmati dei satelliti militari – aiuteranno a fare luce sull’accaduto. In un primo momento i separatisti filorussi sembravano intenzionati a consegnarle a Mosca, ma il ministro degli Esteri Serghej Lavrov ha chiarito che verranno, invece, date direttamente a funzionari internazionali. 
Una trentina di osservatori dell’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, sono sul luogo della catastrofe e garantiranno il lavoro degli specialisti.
Adesso il problema vero è definire una tregua seria tra separatisti e forze governative per permettere il lavoro in sicurezza delle squadre di soccorso che durerà alcuni giorni. Una trattativa al riguardo è durata per ore. Il nodo centrale è che non tutta la galassia separatista è d’accordo nemmeno sul cessate il fuoco. 
«Abbiamo solo lasciato accesso al luogo. Non si discute affatto di alcuna tregua», ha spiegato Aleksandr Borodai, uno dei leader della repubblica popolare di Donetsk. Negli stessi momenti lo speaker del Parlamento locale ribelle, Denis Pushilin, ha presentato le dimissioni. L’Osce chiede di disporre perlomeno «corridoi umanitari d’accesso» sicuri all’area del disastro. E questo, pare, già non poco nella situazione attuale. 
SFIDA IN TELEVISIONE
Le opposte propagande picchiano pesantemente in televisione. Specialisti e militari danno le loro versioni dei fatti sicuri in volto. Le teorie più diverse vengono dibattute con fiumi di parole. I russi hanno discusso a lungo sul fatto che il Boeing malese possa essere stato confuso con il velivolo presidenziale sul quale Vladimir Putin stava rientrando in Patria dopo le visite in Sud America. I due aeroplani sarebbero passati dallo stesso quadrante sopra Varsavia a distanza di pochi minuti uno dall’altro. 
Il canale televisivo filogovernativo “Russia 24” ha messo in onda brani con passate dichiarazioni bellicose di politici ucraini con tanto di minacce contro la vita del leader del Cremlino. È riuscito pure a scovare alcune affermazioni imbarazzanti dell’ex presidente Leonid Kuchma all’epoca dell’abbattimento con un missile del velivolo della Sibir, da parte della contraerea ucraina sulla Crimea, nel 2001.
Il momento, in cui bisognerebbe darsi una calmata ad iniziare dagli schermi televisivi, è ancora lontano.

IL MESSAGGERO