Acerbi torna in campo dopo la malattia “Il mio sogno: la Nazionale”

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Sopravvissuto non è la parola giusta. Perché Francesco Acerbi non ha rischiato di morire. “La percentuale di riuscita della chemioterapia era molto elevata – rivela il difensore centrale del Sassuolo, 26 anni -: anche di ritornare in campo, perciò non ho mai temuto di non farcela”. Tre stagioni fa, all’esordio in A, nel Chievo, “Ace” segnò anche un gol (al Siena) e arrivò in fretta al Milan, giocando 6 gare da titolare, con Allegri in panchina. “Ma neanche ero così pronto. Furono mesi particolari, io stesso ci avevo messo del mio, in quella parentesi deludente. Ora torno a coltivare il sogno dell’epoca, arrivare in nazionale, in mezzo però ci sono molti step”. In partitella ha già segnato, vuol essere pronto fra un mese per la prima di campionato, con il Cagliari. Un anno fa, il tumore comportò l’asportazione di un testicolo, Acerbi tornò in fretta e da titolare con i neroverdi, ma il 1° dicembre (dopo il 2-2 allo stadio Sant’Elia) il controllo antidoping segnalò valori pericolosi di . “Qualcuno scrisse che avevo preso sostanze proibite, al contrario era il riverbero della malattia: in tutto sono serviti 4 cicli di chemioterapia, due mesi e molte ore al giorno in ospedale. E sul letto si pensa tanto, emergono principi ulteriori, fra sofferenza e stress. Io, poi, sono poco paziente, ma continuo a pensare alle persone che devono affrontare la malattia per periodi ben più lunghi”. Francesco Acerbi rivolge anche un monito agli uomini. “Conviene controllarsi per sicurezza, anche da giovani, perchè comunque non fa male. Non avessi fatto il calciatore, neanche mi sarebbe passato per la mente di sottopormi a quegli esami. A fianco avevo i compagni e due donne: Valeria, peraltro non più mia fidanzata, e mamma Silvia”. Il Sassuolo cerca una salvezza larga, dopo la rimonta di primavera. “La permanenza in A è arrivata con sofferenza, adesso siamo sereni. Ora vorrei disputare una stagione completa al meglio, come mai in carriera, e meritare la terza stagione di contratto qui. Da tempo non mi sentivo così bene”.

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