Abusivi cacciati dal Campidoglio con gli idranti

Tronca

Abusivi, morosi e ora pure facinorosi. Ieri pomeriggio i cosiddetti ìmovimenti per il diritto all’abitare« hanno cercato e ottenuto lo scontro con le forze dell’ordine, creando per alcuni minuti il panico in piazza del Campidoglio. Un’escalation di tensione prevedibile, dopo che l’attuale commissario straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, in questi mesi aveva prima osato mettere in discussione occupazioni e assegnazioni irregolari di immobili del patrimonio pubblico – dove l’estrema sinistra cittadina ha messo le radici e realizzato i suoi quartier generali – per poi mitigare gli effetti della delibera regionale che regala ai militanti dei movimenti centinaia di case popolari.

GLI SCONTRI
La manifestazione, convocata intorno alle 16 sotto la scalinata del Campidoglio, ha iniziato a farsi tesa intorno alle 17, quando si sono radunate circa un migliaio di persone. I manifestanti avevano chiesto un incontro a Tronca, che tuttavia sarebbe stato impegnato altrove. A un certo punto, un manifestante ha tentato di infrangere il limite transennato dalle forze dell’ordine per salire le scale di Palazzo Senatorio. Alcuni agenti in borghese sono intervenuti fermandolo e portandolo via. La folla ha però reagito agitandosi contro la linea di agenti in tenuta antisommossa e tirando anche sassi e fioriere. Gli agenti hanno dovuto usare gli idranti per tenere lontana la testa del corteo e disperdere i manifestanti più agitati, i quali tra l’altro avevano improvvisato una sorta di barriera con cartoni e perfino con un gommone. A quel punto, i militanti dei movimenti si sono riversati in strada, bloccando il traffico in via del Teatro Marcello. «Dopo gli scontri avvenuti davanti al Campidoglio – si legge in una nota diffusa dalla Questura – investigatori e polizia stanno già visionando le riprese video per identificare i responsabili dei disordini».

LA DELIBERA CONTESTATA
«Il commissario non vuol sentire parlare di confronto e tira dritto sugli sgomberi». È stata questa la giustificazione fornita da Luca Fagiano, fra i capi dei movimenti per il diritto all’abitare e ispiratore di alcune delle occupazioni principali della Capitale, su tutte quella di via Curtatone, dove almeno 500 migranti di origine etiope vivono stipati in condizioni disumane in un palazzone alle spalle di piazza Indipendenza. Ma per cosa protestano i movimenti? Nel marzo scorso, la Giunta regionale del Lazio guidata da Nicola Zingaretti ha approvato una delibera che assegna circa 1.200 alloggi popolari a tre categorie di persone: gli aventi diritto in lista d’attesa anche da 15 anni, chi abita nei residence e, appunto, gli occupanti dei 79 palazzi romani invasi dai movimenti. Dopo un confronto serrato con l’ormai ex prefetto di Roma, Franco Gabrielli, il commissario Tronca nel mese di aprile ha recepito il provvedimento regionale, varando a sua volta una delibera che affida a un bando speciale destinato agli occupanti meno del 20% dei nuovi alloggi popolari e dispone lo sgombero «immediato» di 16 dei 79 edifici invasi abusivamente.

LE REAZIONI
La politica, impegnata in campagna elettorale, sembra dalla parte dei facinorosi e contro il commissario. Il vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, «spera che si torni presto al dialogo, piazza del Campidoglio attraversata da idranti e cariche è una bruttissima immagine»; il candidato sindaco subjudice di Si-Sel, Stefano Fassina, chiede di «sospendere la delibera del Campidoglio e dare attuazione alla legge regionale». L’unica voce fuori dal coro che arriva da sinistra è di Daniele Tissone, segretario del Silp-Cgil, che avverte: «L’attacco alle forze dell’ordine non può trovare giustificazione».

Il Tempo