AAA LAVORO CERCASI

Lavoro Disoccupazione

Sono ormai trascorsi dodici anni dall’infame assassinio del Prof. Marco Biagi, vilmente colpito dalle coloro che si definivano le Nuove BR. Ne è trascorso di tempo ed il problema lavoro sta sempre lì. La crisi ha indubbiamente contribuito a rendere difficoltosa la ricerca di una occupazione, ma le cause e le responsabilità non possono essere addebitate solo a questo.

Le idee del Prof. Biagi erano quelle giuste, la flessibilità, rivista e sicuramente corretta, rappresenta la soluzione al problema e non il male da cui curarsi. Certo accanto ad un programma per il lavoro che vada in questa direzione, vi deve essere una completa riorganizzazione strutturale. Mi spiego: per favorire le assunzioni nel privato è necessario rivedere completamente il sistema di tassazione; abolizione dell’Irap, riduzione del cuneo fiscale e delle aliquote IRPEF. Ed i soldi dove li prendiamo si dirà. Una parte da una seria lotta all’evasione fiscale (stavolta vera e non finta o delegata ai soliti ridicoli condoni tombali) ed un’altra liberando denari dalla CDP da ridare alle imprese: in questo modo si creerebbe un gettito IVA utile a detassare il costo del lavoro.

E nel pubblico impiego che si fa? Basta con l’idea del posto fisso, è un pensiero sin troppo antico. Liberi professionisti nella pubblica amministrazione, a tutti i livelli sia dirigenziali che impiegatizi, valutati in base alla loro produttività. Se lavori bene, altrimenti ci sarà sicuramente un altro disposto a lavorare al tuo posto. Non è cinismo, è semplicemente senso della realtà. Basta con parassiti che hanno da troppo tempo poggiato le loro terga su comode sedie. Niente contributi pensionistici in busta paga, che a quel punto sarebbe più cospicua e con maggiori disponibilità a spendere, ed ognuno si responsabilizza su come accantonare i quattrini per il futuro.

Solo così si può pensare di ridare slancio all’economia, creare maggiori posti di lavoro ed abbassare un tasso di disoccupazione da brividi, soprattutto nelle fasce di età più basse.

Questa è solo una proposta, la speranza che questo paese esca finalmente dalle paludi, prima che la melma ci avvolga completamente non lasciandoci alcuna possibilità di riemergere da un baratro sempre più cereo.

Alessandro D’Offizi