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«Macché numero 2 Qui voglio vincere»
MASSA si ribella: «Se ci sarà l'opportunità la sfrutterò»
Troppo pochi quattro giorni per smaltire quella che Felipe Massa ha probabilmente considerato una sorta di ingiustizia: rinunciare alla vittoria ad un anno esatto da quell’incidente che avrebbe potuto mettere fine alla sua carriera. Se non addirittura alla vita. Dunque l’ultimo ordine di scuderia è disatteso: quello di dribblare le domande sul caso Hockenheim. Sarebbe meglio, dato che c’è un giudizio pendente al Consiglio Mondiale. Ritorno E per la verità il brasiliano entra all’Hungaroring animato da buone intenzioni: fa gli auguri a Fernando Alonso che compie 29 anni, si intrattiene con i tecnici — c’è anche il nuovo acquisto Pat Fry, ex McLaren — poi va a salutare i medici che l’anno scorso lo avevano estratto inerte dall’abitacolo della rossa, dopo essere stato centrato in faccia dalla molla di Barrichello (a settembre, in occasione di un Ferrari Day visiterà anche l’ospedale militare Aek di Budapest dove fu operato). «Questa resta per me una pista speciale anche se sono sempre stato sfortunato: nel 2007 ho vissuto un GP nelle retrovie, nel 2008 mi si è rotto il motore a 3 giri dalla fine — ricorda — poi l’incidente nel 2009. Disagio a tornare in pista qui? No, anche perché dell’incidente non ricordo nulla e poi... sono sicuro che quest’anno le molle sulla macchina di Barrichello sono ben più robuste». AttaccoMacome si fa a far finta di niente quando in Brasile c’è chi ti dà apertamente del traditore? Due giorni fa a difenderlo ci ha pensato papà Luiz Antonio, che è qui con lui al circuito ma preferisce non tornare sull’argomento. Tanto stavolta Felipe si difende da solo: «Non mi sento un traditore, il mio Paese è importante per me, l’ho dimostrato tante volte. Chi la pensa così sbaglia».
Obiettivo Al suo fianco siede Rubens Barrichello che con Felipe ha parlato nei giorni scorsi eRubens qualche suggerimento l’ha pure dato. Quello di ribellarsi al ruolo di vassallo? Fatto sta che Massa alcune cose vuole chiarirle. «Nella vita capita di attraversare momenti difficili che ti rendono più forte. Ora mi sento più forte e punto alla vittoria». Un concetto che via, via rafforza. «Lotterò per vincere in qualsiasi condizione», aggiunge, scandendo bene quest’ultima parte della frase. E per essere ancora più chiaro a chi gli chiede cosa farà se in gara si dovesse verificare la stessa situazione della Germania, ovvero lui primo davanti a Fernando dietro risponde senza esitazione: «Vincerò». Aggiunge: «Se lavoro per Alonso? No di certo, lavoro per la Scuderia». Poi sottolinea: «Ho parlato con tutti nel team, io non sono qui per correre, sono qui per vincere. Finché ci sarà questa opportunità la sfrutterò... e il giorno in cui dirò che io sono un numero 2, smetterò di correre». Atmosfera Dunque stop aiuti a Fernando? Armonia in frantumi? Alla Ferrari minimizzano, Domenicali fa capire che la situazione è sotto controllo. All’esterno la sensazione è che Massa fatichi ad accettare che la Ferrari abbia spostato tutte le attenzioni su Alonso — che ultimamente ha passato molto tempo a Maranello per indirizzare il lavoro dei tecnici e provare al simulatore le novità per la F10 —, e faccia la voce grossa per recuperare la reputazione presso i connazionali, ma poi si piegherà alla ragion di stato. Lo ammette lui stesso: «Ricordate il 2007 e il 2008? Se la scuderia avrà realistiche possibilità di vincere il campionato io farò del mio meglio per aiutarlo». 
 
Fonte: La Gazzetta dello Sport
venerdì 30 luglio 2010 sport | massa, vittoria
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