La fumata bianca arriva poco dopo le otto di sera: ieri il Parlamento ha detto sì. E i nomi degli otto membri laici sono usciti fuori dalle urne senza scossoni. Ovvero così come era stato concordato fra i partiti. Senza sorprese: il più votato è stato il costituzionalista Niccolò Zanon (712 voti) seguito dal professore di Procedura penale Glauco Giostra (706), nome indicato dal Pd ma appoggiato anche dall’Idv. A seguire l’ex presidente della Corte Costituzionale Annibale Marini (694) il nome che ancora ieri Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, rivendicava per la vicepresidenza, a dispetto di un accordo raggiunto per Michele Vietti, candidato dell’Udc eletto con 652 voti, subito prima dell’ex senatore del Pd Guido Calvi (647) e del candidato della Lega Matteo Brigandì(627). C’è da segnalare un picco politicamente significativo nel giorno del divorzio Fini-Berlusconi: quei 102 voti raccolti da Nino Lo Presti, il candidato finiano escluso in extremis dalla rosa dei candidati del Pdl. Quello di Brigandì invece è stato un cambio in corsa dell’ultima ora. Dopo la telefonata di mercoledì fra Berlusconi e Bossi, l’avvocato storico del leader della Lega ha soffiato il posto a Mariella Ventura Sarno, già membro del Csm nel 2002-2006: sarebbe stata l’unica donna. In quota Pdl anche il consigliere giuridico del ministro della Giustizia Bartolomeo Romano (681 voti) e Filiberto Palumbo (680), l’avvocato che insieme a Niccolò Ghedini ha difeso Berlusconi per l’inchiesta di Trani.
Soddisfatto delle avvenute nomine il presidente della Repubblica e presidente del Csm Giorgio Napolitano che aveva invitato il Parlamento a compiere il proprio dovere entro il 31 luglio, data di scadenza dell’attuale Csm. Sabato i nuovi eletti saliranno al Colle per l’insediamento. E lunedì è fissata la seduta a Palazzo dei Marescialli per l’elezione del vicepresidente.
Ieri in Transatlantico è stato l’ex deputato omosessuale Franco Grillini a contestare a sinistra il nome di Vietti: «Ha affossato la legge contro l’omofobia, e in passato ha anche appoggiato leggi ad personam per il premier».
Al posto di Michele Vietti in Parlamento entrerà Deodato Scanderebech, primo dei non eletti in Piemonte con l’Udc oggi passato nella Lega con Roberto Cota. Non solo: sono proprio i voti raccolti da lui per il governatore del Piemonte che, secondo il Tar dovranno essere ricontati a causa delle irregolarità della sua lista.
Davanti alle urne per il Csm oltre alla spaccatura per il nome del finiano Lo Presti, c’è stata anche una crepa nel Pd. Il senatore Ignazio Marino ha rotto il fronte nella riunione congiunta alla Camera: ufficialmente contestava il metodo di scelta dei candidati. Insieme a lui altri nove tra deputati e senatori.
|