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I campioni sono ancora molto lontani
C'è tempo per fare ancora qualunque cosa, ma non c'è dubbio che molto dovrà essere fatto
Non c’è stato ancora mercato sufficiente ad avvicinare l’Inter. La Juventus ha comprato tre giocatori importanti (Pepe-Martinez-Bonucci) adatti a farle risalire posizioni di classifica, non ancora ad essere competitiva. La novità di quest’anno è il punto di partenza molto basso della Juve, meno 27 punti dall’Inter nell’ultima classifica. La qualità di Pepe e Martinez è buona, ma la Juve di Ranieri aveva Camoranesi e Nedved e non bastarono per diventare un’alternativa seria all’Inter. Resta il problema dell’attacco (anche se Amauri farà per forza meglio), resta il problema di Del Piero e della sua gestione. Resta Diego. Resta la grande fretta che hanno la società e la gente. Delneri è un costruttore di squadre, è uno che insegna i tempi ai giocatori quasi singolarmente. Avrà bisogno di tempo. Mi sembra che anche Andrea Agnelli sia entrato con più entusiasmo che forza. Cerca la confidenza, mentre alla Juve serve tornare soprattutto all’autorevolezza della vecchia Famiglia. Qualunque giudizio adesso ha comunque il respiro corto. C’è tempo per fare ancora qualunque cosa, ma non c’è dubbio che molto dovrà essere fatto. Il Milan sta lentamente cambiando pelle senza che sia chiara l’idea della nuova. Yepes è un colosso di ottimo rendimento, ma il suo vero vantaggio è stato il cartellino a costo zero. Sokratis è giovane, gioca in tutti i ruoli della difesa e ha forza. I giocatori del Milan sono sempre stati però un’altra cosa. Tecnicamente ci sono abbastanza vie di mezzo tra i lussi spregiudicati del passato e i piccoli termini di adesso. Economicamente non so. Se devo fermarmi a oggi, è un Milan che non basta. L’impressione è che sia tutto il nostro calcio a cercare un ridimensionamento. La novità non è l’autofinanziamento, di quello molte grandi società hanno vissuto bene per anni, per prima la Juventus di Lippi-Capello-Moggi-Giraudo. Le novità vere sono due: la prima è che mancano in generale e al Milan i grandi giocatori da vendere. L’unico da 40 milioni è Pirlo. La seconda è che manca dovunque la voglia di spendere con la frenesia di un tempo. Autofinanziarsi in questo momento significa soprattutto disfarsi dei grandi ingaggi. È probabile che tutto il mercato in Europa andrà avanti soprattutto attraverso prestiti. In questo momento la vera avversaria dell’Inter resta la Roma. Perché si riparte da una classifica che la premia e perché si è comunque mossa bene sul mercato. Sta tenendosi Burdisso, ha preso Simplicio e prova a scommettere su Adriano. Di queste tre operazioni, due sono semplici aggiunte, non c’è quindi rischio di involuzione, non dal mercato almeno. Resta il problema della vendita della società. Dubito possa andare davvero a un grande sceicco arabo. Roma è la capitale della Chiesa. Non è un piccolo destino. Nemmeno il calcio penso potrà permettersi la disinvoltura di scordarlo. Una squadra che sale è il Napoli. Cavani è il miglior acquisto di questa prima parte d’estate. Se trova un grande centrocampista e un centrale di difesa (non ce ne sono più) può diventare un avversario di tutti.
Fonte: Corriere della sera
domenica 18 luglio 2010 sport | juventus, milan, inter, lippi, capello, giraudo
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