Claudio Santamaria torna sul palco del Teatro Eliseo dal 9 al 28 marzo con ‘La notte poco prima della foresta' di Bernard-Marie Koltes, diretto dal regista colombiano Juan Diego Puerta Lopez, un assunto che evoca la vicenda di un uomo che vive in solitudi Il suo ultimo approccio con il teatro è stato nel 2004 con ‘Sogno di una notte di mezza estate', per la regia di Giuseppe Marini. Claudio Santamaria, nonostante i successi cinematografici, non ha mai abbandonato il sogno del palcoscenico. ‘Un rituale del |
Il suo ultimo approccio con il teatro è stato nel 2004 con ‘Sogno di una notte di mezza estate’, per la regia di Giuseppe Marini. Claudio Santamaria, nonostante i successi cinematografici, non ha mai abbandonato il sogno del palcoscenico. ‘Un rituale del quale non posso fare a meno – afferma l’attore – perché è un rapporto diretto con il pubblico’. Santamaria torna sul palco del Teatro Eliseo dal 9 al 28 marzo con ‘La notte poco prima della foresta’ di Bernard-Marie Koltes, diretto dal regista colombiano Juan Diego Puerta Lopez, un assunto che evoca la vicenda di un uomo che vive in solitudine, esiliato dal mondo che tenta di dialogare disperatamente con una presenza che non si evidenzia mai, giungendo ad un percorso emozionale in cui è facile smarrirsi. ‘E’ un testo stupendo ed interpretarlo è stato meraviglioso. Sono stato subito spinto ad accettare la parte perché trovo che l’assunto abbia una scrittura contemporanea di forte impatto ed ho così potuto sperimentare diverse corde attoriali e trascinarle fino all’estremo’. Nello spettacolo si racconta una realtà di reietti, dove uno straniero cerca di riconoscersi nonostante l’estraneità e si aiuta con i ricordi, la nostalgia e la rabbia. ‘L’autore – continua Santamaria – narra di un mondo fragile, fatto di prostitute e di persone che sono passate dall’altra parte, hanno superato il confine, gli spazi sono tutti presi e loro non hanno un luogo dove collocarsi’.
Lo spettacolo viaggia sul filo delle emozioni del protagonista. ‘ E’ un testo politico – dichiara Puerta Lopez – e per farne parte bisogna essere aperti e lasciarsi andare. Si parla anche di immigrazione, poiché il protagonista è straniero e anch’io ne sono rimasto affascinato, in quanto immigrato ed ho percepito ampiamente questa condizione ampiamente argomentata nel testo’.
Claudio Santamaria da poco è stato Paolo in ‘Baciami Ancora’ e conferma la sua passione per i ruoli impegnati e profondi. ‘MI piacciono i personaggi complessi. Paolo, per esempio, è un uomo che non si ama e non riesce a trovare una soluzione, perché è uno schizoafettivo. In questa pièce, invece, il mio ruolo è quello di un uomo senza nome che si rivolge ad un avventore che non è visualizzato ed è quindi un nemico che non ha faccia.’
Ma Santamaria vorrebbe interpretare una commedia leggera?
‘Non nego che non mi piacerebbe. Vorrei fare la parte di un miliardario che vive su uno yacht e quando mi chiedono qual è il conflitto, posso rispondere finalmente: nessuno!’
Tra i prossimi lavori in uscita di Santamaria un film girato in Amazzonia, 'Seicento chili di oro puro’, diretto dal regista francese Eric Besnard, ed una miniserie per Raiuno, scritta da Rulli e Petraglia, prodotta da Angelo Barbagallo per la regia di Gianluca Maria Lavarelli dal titolo 'Le cose che restano’, nella quale interpreta un impiegato omosessuale, al fianco di Paola Cortellesi ed Ennio Fantastichini.
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