2 Inter, prove di pace tra Mancini e Suning

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Nella piazza del Municipio di Brunico gremita di nerazzurri è festa, l’Inter è pronta per presentarsi ai propri tifosi. Dopo i saluti del sindaco della cittadina Roland Griessmair, la carrellata dei singoli giocatori della rosa, tutti modelli per una sera con addosso la nuova divisa. Le frasi degli interisti per i presenti sono simili. Il pensiero del gruppo è unanime: un grazie ai tifosi. E’ un susseguirsi di applausi. “Vi ringrazio di essere qui, per noi è importante avervi vicino”, dice Icardi, “Per noi conterà solo la vittoria”, sottolinea Kondogbia. Mentre Jovetic promette gol e D’Ambrosio dice: “Speriamo di farvi felici”. C’è anche Roberto Mancini. Dopo giorni di turbolenze tra tecnico e società sembra essere tornato il sereno, almeno in apparenza. “Abbiamo un pubblico da Champions League, lo ha sempre dimostrato, l’anno scorso i tifosi sono stati numerosi”, dice il Mancio proseguendo: “Grazie per essere sempre vicini alla squadra e per essere qui quest’anno. Gli interisti sono i tifosi che guardano più partite di tutti. Infatti, ci fanno giocare sempre la sera (per i tanti ascolti), guardate meno partite – il suggerimento scherzoso dell’allenatore – che ci fanno scendere in campo alle 3 (sempre in riferimento agli ascolti). I nazionali? La squadra arriva poco a poco, ci riuniremo tutti, inizieremo a lavorare in fretta”.

Per vero il mercato in entrata resta incagliato in attesa di avere l’ok alle spese. Gli obiettivi i soliti, da Gabriel Jesus del Palmeiras a Joao Mario dello Sporting Lisbona,
fino ad arrivare a Garay dello Zenit di San Pietroburgo. Il Suning non cambia posizione: squadra con giovani di prospettiva. In uscita, invece, il primo a lasciare è Davide Santon. Il terzino ha lasciato il ritiro in Trentino e a ore sarà in Inghilterra per firmare con il Sunderland, l’ex club di Alvarez. L’Inter incasserà dalla sua cessione 6 milioni, 1,5 in più (plusvalenza) rispetto a quanto pagato per riportarlo in nerazzurro nel gennaio del 2015.

La Repubblica